<?xml version="1.0"?><rss version="2.0" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"><channel><title>CULTURA E SOCIETA'</title><link>http://nuke.alessiofollieri.com/Articoli/tabid/55/forumid/8/scope/threads/Default.aspx</link><description>In questo spazio sono raccolti articoli a carattere culturale generale, sempre attinenti allo stile del nostro sito, quindi trattando dalla critica alle nuove proposte per considerare la cultura in modo completamente diverso. Gli articoli possono essere scaricati in formato pdf e discussi nel forum DISCUSSIONI.</description><pubDate>2010-09-07T23:47:27Z</pubDate><lastBuildDate>2009-03-17T14:58:39Z</lastBuildDate><ttl>30</ttl><item><title>Il senso del bene</title><pubDate>2009-03-17T14:58:39Z</pubDate><author>Alessio Follieri</author><link>http://nuke.alessiofollieri.com/Articoli/tabid/55/forumid/8/threadid/39/scope/posts/Default.aspx</link><description>&lt;div style='margin: 0cm 0cm 10pt'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif''&gt;IL SENSO DEL BENE&lt;/div&gt;
&lt;div style='margin: 0cm 0cm 10pt'&gt;&lt;em&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif''&gt;Una riflessione su un sentimento comune ma poco conosciuto.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style='margin: 0cm 0cm 10pt'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif''&gt;Di Alessio Follieri&lt;/div&gt;
&lt;div style='margin: 0cm 0cm 10pt' align='justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif''&gt;Difficilmente la riflessione umana per la conoscenza del mondo ha mai sondato seriamente i concetti più comuni che ci riguardano da vicino. Piuttosto per tradizione culturale, l’orientamento di conoscenze razionali sono state &amp;#160;proiettate all’esterno della stessa condizione umana per andare molto lontano nello spazio e nel tempo. Ecco che le filosofie prodotte riguardano i grandi argomenti: l’esistenza di Dio, la natura dell’Universo in cui viviamo, i vari fenomeni che costituiscono la realtà circostante, ma difficilmente filosofi o scienziati si sono mai imbattuti in argomenti che riguardavano l’interiorità umana, quella di un sentimento come il “bene” o al contrario “l’odio”. &lt;/div&gt;
&lt;div style='margin: 0cm 0cm 10pt' align='justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif''&gt;&amp;#160;Alcuni pensatori anche di grande prestigio, nel passato, si sono occupati della natura umana in genere, finendo poi per esaminare anche le pulsioni ed i sentimenti che spingono le persone verso alcuni atteggiamenti piuttosto che altri, questi argomenti in seguito sono diventati serio patrimonio della psicologia e di altre discipline scientifiche, orientate a ricercare in epoca moderna lo sviluppo dei diversi stati mentali correlandoli alla chimica e biologia dell’organismo umano. &lt;/div&gt;
&lt;div style='margin: 0cm 0cm 10pt' align='justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif''&gt;&amp;#160;Una cosa è certa, che in molti concetti profondi, compreso il “bene” si è capito molto poco, ed esso è un argomento spesso lasciato a discussioni più o meno etiche molto vaghe, nella presunta considerazione che il “bene” sia una condizione soggettiva diversa negli individui, innata e in buona parte indefinibile. E’ davvero così? Il “bene” è un sentimento tanto inspiegabile quanto diverso in tutti noi? E’ una pulsione così imprevedibile e indefinibile? Più volte ho riflettuto in merito al “bene” nel senso più generale, come quello stato emotivo che possiamo esperire tutti noi, seppur in modo diverso, valutandolo anche in opposizione al “male” e quindi l’odio. Per certi versi è innegabile un’indefinibilità, ma allo stesso tempo possono emergere fattori sorprendenti che propongono persino una proposta verso l’evoluzione del “bene” che in questo caso possiamo considerarlo unitamente al concetto di “amore”. Questa evoluzione se ragioniamo sui fondamenti nel quale un concetto di bene si sviluppa dentro di noi, può portare ad una delle più grandi conquiste dell’umanità, ma naturalmente chiede sviluppo e confronto tra gli individui.&lt;/div&gt;
&lt;div style='margin: 0cm 0cm 10pt' align='justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif''&gt;&amp;#160;Partendo dal principio fondamentale secondo cui il “bene” è uno stato che possiamo esperire almeno come il suo contrario negativo “l’odio”, o più moderatamente il “male”, occorre indagare come questi due stati interiori si sviluppano dentro noi stessi e se essi sono pulsioni istintive incontrollabili ed emotive oppure valicano il confine sottile anche con il nostro “essere razionali”. Quest’ultimo aspetto è di grande importanza e può aiutare questa analisi filosofica ad estendersi molto più in la di quanto previsto.&lt;/div&gt;
&lt;div style='margin: 0cm 0cm 10pt' align='justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif''&gt;&amp;#160;Molti possono concordare su un aspetto che tutti noi, in senso comune tendiamo a ritenere valido che: “il bene” o più sentitamente “l’amore” è uno stato in cui veniamo a trovarci ma che non sappiamo affatto spiegarne il perché o la natura di tale sentimento. Ad esempio noi possiamo provare “il bene” (sempre inteso come concetto di amore in senso lato) verso una persona, una cosa, un luogo, una situazione. E’ chiaro che comunemente si ritiene che “il bene” verso una persona o comunque verso un “vivente” è un concetto moralmente più nobile rispetto ad un oggetto, un luogo o una situazione. Questo è un principio che si riveste di un certo moralismo sociale diffuso, ma spesso è anche poco praticato, quando ad esempio dico “Amo una persona” è sicuramente un concetto più alto rispetto a “Amo il mio lavoro” oppure “amo la mia auto”, o infine “amo quel posto per i tanti ricordi che mi legano a quei luoghi”. Noi possiamo amare tante cose, ma che significa in fondo “il bene” e quindi amare qualcosa o qualcuno. In tal caso scopriamo che il nostro atto di “bene” verso qualcosa o qualcuno, non è affatto semplice da spiegare in noi stessi. &lt;/div&gt;
&lt;div style='margin: 0cm 0cm 10pt' align='justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif''&gt;&amp;#160;A cosa ci affidiamo dentro di noi quando la nostra mente decide di proporsi verso il bene? Scopriamo che in fondo questi stati emozionali e sentimentali sembrano non possedere ragioni specifiche, ed in fondo gran parte degli esseri umani adorano questo stato di cose, gran parte delle persone sono affascinate maggiormente dal fatto che si può manifestare un sentimento interiore imprevisto e inspiegabile, al punto che lasciare l’evoluzione di questi aspetti così misteriosi dentro di noi, assume in ogni qual modo un senso più intrigante, piuttosto che spiegarli e valutarli razionalmente, anzi gran parte di noi sono dell’opinione che la spiegazione e lo sviluppo razionale di questi concetti finisce in un modo o nell’altro per distruggere la poesia di quell’inspiegabile che ci accade dentro, eppure tuttavia, non sappiamo quanto sia lesiva l’incapacità diffusa in tutto noi e in tutte le società, di riuscire a sviluppare un senso dell’amore più ampio e grande. Noi tutti siamo finiti nella condizione ipocrita di pubblicizzare questo grande e nobile sentimento, ma al tempo stesso non ci abbiamo capito nulla in merito. E’ nota la ripetuta frase “o lo ami o non lo ami”, ma nessuno sa spiegare la differenza che avviene dentro nell’atto di amare o meno. Perché si finisce con l’esperire questo sentimento? Questo dilemma profondo ci guida al centro del ragionamento poiché è innegabile che esperire il bene verso un qualcosa o meglio qualcuno, avviene perché un individuo o qualsiasi cosa sia, in bene o in male suscita qualcosa dentro noi stessi che esperiamo questo stato. &lt;/div&gt;
&lt;div style='margin: 0cm 0cm 10pt' align='justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif''&gt;&amp;#160;Assunto il concetto che uno stato di “bene” tende generalmente a proiettarci positivamente verso qualcosa o qualcuno, anche se in grado diverso che implica i nostri limiti (ed anche su di essi c’è una profonda analisi da fare), si può esaminare come questo avvenga sempre e solitamente per mezzo di condizioni. &lt;/div&gt;
&lt;div style='margin: 0cm 0cm 10pt' align='justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif''&gt;&amp;#160;Facciamo il presupposto di un caso tipo, “io amo quella persona” al punto tale che costruiamo una profonda amicizia, ma perché? Semplicemente perché dentro me stesso delle condizioni debbono essere soddisfatte, può sembrare banale, perfino deprimente ma dentro di noi avviene più o meno consciamente, una situazione di scambio persino con il sentimento più elevato&amp;#160;che conosciamo, immaginiamo e vorremmo che sia. &lt;/div&gt;
&lt;div style='margin: 0cm 0cm 10pt' align='justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif''&gt;&amp;#160;Un dato semplice, Tizio si è innamorato di una persona, quindi gli chiediamo: perché ti sei innamorato? Lui ci risponde “perché è una bella persona e quindi mi piace”, ecco che sebbene può rappresentarci una risposta del tutto naturale, in cui possiamo aggiungere una lunga pletora di risposte diverse, gran parte delle persone affermano il proprio innamoramento, o comunque anche bene in amicizia verso un’altra persona perché vengono soddisfatte delle condizioni implicitamente richieste da entrambi. &amp;#160;Questo fatto può apparire molto naturale e persino ovvio, ma se arriviamo in fondo alla questione può cambiare volto e trasformarsi persino in qualcosa di deprimente. &lt;/div&gt;
&lt;div style='margin: 0cm 0cm 10pt' align='justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif''&gt;&amp;#160;La questione che ci spinge a “voler bene” implica di fatto che l’oggetto (qualunque cosa sia: condizione, persona, oggetto ) del nostro bene deve corrispondere indubbiamente a delle nostre condizioni interiori, noi mettiamo implicitamente delle condizioni come un contratto implicito e non detto, ed ecco che nelle diverse età della vita, nelle più disparate condizioni, nelle tipologie di persone più diverse tra loro, il bene è un concetto che non si esprime mai a priori dentro di noi come uno stato più evoluto della nostra mente, bensì attende in sordina dentro di noi, nell’attesa che le sue condizioni siano soddisfatte, questo è un argomento che rimane nascosto persino in noi stessi, ma che pregna in modo essenziale tutte le società umane da millenni.&lt;/div&gt;
&lt;div style='margin: 0cm 0cm 10pt' align='justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif''&gt;&amp;#160;Questo vuol dire che A per volere bene a B, quest’ultimo deve possedere una serie di caratteristiche 1,2,3,4…e così via, poche o molte che siano, per far si che A provi e maturi quel sentimento verso B o viceversa B pretenderà affinità o altre caratteristiche in se che siano soddisfatte. Per molti casi è innegabile che il “bene” che porta al maturarsi dell’amore ed anche delle amicizie e quindi di tutti quei rapporti positivi che intercorrono tra individui in modalità diverse, si maturano e si sviluppano poiché nell’individuo che sviluppa questo stato interiore, ci sono delle condizioni secondo cui altri individui soddisfano le condizioni preposte dall’individuo medesimo. Accade quindi che siamo “amici” di persone perché esse possiedono delle caratteristiche affini a noi stessi, o perché soddisfano altre condizioni preposte da noi stessi, allo stesso modo dell’innamoramento verso una persona che possiede delle qualità più o meno reali (ciò significa che possiamo anche attribuirle noi stessi inconsapevolmente senza che effettivamente quella persona possieda realmente quelle qualità) che comunque soddisfano le nostre condizioni. &lt;/div&gt;
&lt;div style='margin: 0cm 0cm 10pt' align='justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif''&gt;&amp;#160;Questo stato di cose, ci porta al cuore del problema relativo al “senso del bene”, poiché in esso possiamo considerare l’esistenza di innumerevoli scale di valore differenti legate a qualsiasi persona. Questo vuol dire che per l’individuo A, le condizioni sono di un certo tipo e non sono le medesime di B, C, D…e così via, in tutte le variazioni che&amp;#160;sono insite dentro di noi possiamo accorgerci dell’esistenza di alcune affinità, ossia una moltitudine di persone può possedere le medesime caratteristiche fondamentali secondo cui si propone e ricerca le stesse in altri, ma una cosa è certa e riguarda il fatto che, qualora le condizioni in un individuo non sono soddisfatte, è estremamente difficile che esso si proponga positivamente verso quella determinata persona. Questa è una condizione limite ma rappresenta il grande muro che separa l’umanità nel suo complesso. &lt;/div&gt;
&lt;div style='margin: 0cm 0cm 10pt' align='justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif''&gt;&amp;#160;Questa considerazione limite, non significa accettare l’inesistenza delle eccezioni, poiché nelle innumerevoli varianti umane le eccezioni esistono, ma piuttosto implica che nell’umanità non si è mai sviluppato un “senso del bene incondizionato”, ma proprio il fatto stesso che il bene si sviluppa in virtù delle nostre preposte condizioni interiori, si può evidenziare com’esso in fondo è una forma di “bene egoistico”, in cui l’ego stesso del nostro stato interiore domina sul bene stesso che possiamo esperire. &lt;/div&gt;
&lt;div style='margin: 0cm 0cm 10pt' align='justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif''&gt;&amp;#160;Questo aspetto lo ritengo come uno dei fondamentali che determina le più grandi difficoltà umane ad un apertura complessiva dell’esistenza su un piano più evoluto e meno limitato. Per comprenderlo meglio si possono citare diversi esempi: per una regola morale e sociale dominante, è aberrante assistere a quei casi in cui un figlio prova odio per i genitori o viceversa, è una condizione che troviamo inconcepibile per molti versi ma si sviluppa, esiste e porta a contrasti, divisioni e limiti ulteriori. La condizione fondamentale è che si ritiene obbligo e fondamento imprescindibile esperire un “amore incondizionato” da parte di un figlio verso il genitore, da parte del genitore verso un figlio, ma possiamo citare diversi esempi estremi. &lt;/div&gt;
&lt;div style='margin: 0cm 0cm 10pt' align='justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif''&gt;&amp;#160;Nelle moltitudini condizioni diverse della vita quotidiana, chi è quel genitore che prova amore incondizionato per un figlio e allo stesso modo lo prova per un altro figlio che non è suo? Allo stesso modo, chi è che prova bene per un amico, allo stesso modo in cui lo prova per chi non è suo amico, ma che non è nemmeno un nemico? Possiamo continuare ininterrottamente con una infinità di esempi, ma seppur non è una rilevazione scientifica assoluta, nella società e nel mondo rileviamo una buona dose di aspetti negativi, contrasti, divisioni, odio, indifferenza, di alcuni esseri umani che vanno contro altri esseri umani, in questo senso possiamo accorgerci che la maggioranza di persone ( ed è una considerazione molto valida) ciò che prova e che fa per suo figlio “sangue del suo sangue” com’è più volte ripetuto, non lo fa per nessun altro, seppur in tal caso si evidenzia un caso limite, è tuttavia una condizione reale ma c’è di più. Naturalmente possiamo considerare che siamo individui immersi nella società, ne consegue che tutti noi siamo influenzati in modo diretto dalle regole sociali del mondo che abbiamo trovato e che andiamo a costruire inevitabilmente, quindi per un genitore un figlio rappresenta una condizione di responsabilità, non solo di “amore”, tutto questo è legittimo, naturale, ma occorre prestare attenzione come spesso esiste una tendenza a fare ad altri figli ciò che non si farebbe mai al proprio. Ovviamente si sta esaminando una condizione limite, ma questa esprime molto bene quel concetto di fondo che attorno al nostro “amore ego” costruiamo un mondo, una realtà di persone che si trovano all’interno del cerchio e persone che invece si trovano all’esterno. C’è la costruzione di una corazza, spessa e ben solida (che data la vastità dell’argomento pretende un esame in separata sede), ed è tale condizione che porta a questioni come: odio, indifferenza, chiusura interiore, disagi, disastri morali e materiali. &lt;/div&gt;
&lt;div style='margin: 0cm 0cm 10pt' align='justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif''&gt;&amp;#160;Cos’è quindi il concetto di “amore incondizionato”? Si può sviluppare? Cosa cambia in noi? Queste domande invitano a considerare se “l’amore incondizionato” sia un invenzione inattuabile oppure sia un potere enorme incluso in ognuno di noi. E’ logico che in un articolo seppur lungo come questo non è possibile in alcun modo esaminare tutte le varianti possibili ed anche tutti i temi finora aperti, giacché ognuno di essi meriterebbe un libro a se, ma è altrettanto vero che per comprendere il concetto di “amore incondizionato” esiste una variante sino ad ora non esaminata, quella razionale e cosciente. Questo aspetto ci porta a sviluppare una concezione del tutto nuova ed estremamente importante ossia: il contrasto tra pulsioni emotive e coscienza razionale. Noi vogliamo bene ad un figlio, ad una moglie, un marito, un amico o ad un’amica la questione è: come nasce e perché? Abbiamo già visto l’esistenza di condizioni interiori consce o inconsce, ma tuttavia riteniamo &amp;#160;in modo abbastanza diffuso che il “bene” in senso lato sia un sentimento che nasce e si sviluppa alla stregua di un’alchimia sconosciuta, o c’è o non c’è, tuttavia è altresì verosimile che il concetto di bene si sviluppa in noi anche per mezzo di processi razionali, ossia che lo stesso sentimento, il “voler bene” nasce appunto dalla volontà che si elabora per mezzo della nostra ragione. Questo implica la condizione secondo cui da una parte a livello individuale il” bene” sembra emergere dentro di noi, ma in altra parte “noi stessi possiamo fare emergere il bene” in noi. Altresì è assolutamente fondato l’argomento secondo cui spesso il “bene”, è un sentimento che si sviluppa in virtù di condizionamenti. &amp;#160;Può sembrare incredibile ma è realmente così, ad esempio possiamo vedere che nei differenti popoli esistono regole sociali diverse, queste regole implicano usanze che possono essere contrastanti tra un popolo e l’altro, molti aspetti di rapporti sociali che intercorrono in un qualsiasi tipo di società più o meno evoluta che sia, possono risultare aberranti ad un altro popolo, ossia sembrano violare delle condizioni morali&amp;#160;e sentimentali, eppure in un determinato popolo l’usanza stessa delle regole sociali in cui si sviluppa l’individuo, esse non producono alcun contrasto. Questo implica che spesso tutte le relazioni sentimentali e lo stesso “voler bene” che si sviluppa in noi non è un qualcosa di “puro”, ma è fortemente condizionato da un enorme insieme di fattori, molti dei quali non dipendono neanche dall’individuo stesso ma dall’ambiente in cui sviluppa le sue conoscenze sociali. Nel momento in cui riconosciamo uno status nuovo del “voler bene”, quindi associandolo anche all’idea che noi stessi con un atto di volontà possiamo portare ad uno sviluppo interiore del “bene”, ecco che riconosciamo una qualità straordinaria di poter sviluppare una base razionale secondo cui portare noi stessi ad un “bene” più ampio che possiamo riflettere ovunque attorno a noi. Questo atto è la chiave fondamentale di un “bene incondizionato”, &amp;#160;ragionando in estremis possiamo considerare un caso limite come: è possibile voler bene al proprio nemico? La risposta è assolutamente si. Se l’umanità al suo apice dell’essere arriverebbe un giorno utopico a produrre dentro gli individui stessi del proprio sistema (gli esseri umani), un bene non condizionato da alcun fattore e provato indipendentemente dalle condizioni, ecco che se stessa svilupperebbe la più grande conquista del genere umano. Il giorno stesso che gli individui riconoscerebbero di voler bene al “proprio nemico”, ecco che al tempo stesso non vi sarebbe più alcun nemico. Il punto fondamentale è che spesso siamo portati ad un provare il “bene” solo se esso scaturisce da individui che soddisfano il nostro ego interiore, in molti casi più estremi arriviamo alle conseguenze più disastrose in cui non proviamo un bene per nulla e per nessuno, quindi ci proiettiamo al centro del dramma umano più profondo ed ignoriamo la grande potenza di un bene assoluto per altri esseri umani. &lt;/div&gt;
&lt;div style='margin: 0cm 0cm 10pt' align='justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif''&gt;&amp;#160;Il nodo cruciale di tutto l’argomento, risiede nel fatto che il bene non è un sentimento che nasce, né può essere strettamente legato solo a condizioni che volente o nolente attribuiamo come regola per soddisfare noi stessi, ma piuttosto che noi possiamo governare e ampliare la nostra capacità a voler bene, è questo atto fondamentale che ci rende degli esseri diversi, superiori, in evoluzione e nella proiezione stessa della nostra idea mentale del mondo. Per tal motivo esso è una conquista, attualmente viviamo in un mondo e in una società in eterna competizione, nei limiti sociali ed economici, nelle regole competitive con cui l’uomo si è auto-creato il proprio mondo, noi non sappiamo più distinguere una realtà del bene, piuttosto siamo arrivati alla capacità di dosare il bene secondo le nostre esigenze e questo è un limite perché non riconosciamo più quanto il bene stesso che possiamo volere nel rispetto del mondo e degli esseri che lo popolano può riempire noi stessi verso la più grande rivoluzione culturale e mentale che l’umanità potrebbe mai sperimentare su se stessa. &lt;/div&gt;
&lt;div style='margin: 0cm 0cm 10pt' align='justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif''&gt;&amp;#160;Sono assolutamente certo che questo argomento può avere un grande riscontro in tutti i lettori, non solo, esso può ricevere spunti di riflessione estremamente profondi ed è questa la sostanza per la quale ho deciso di scriverlo, nella certezza che potrà avere ampio campo di discussione e di ampliamento in tutte le sue varianti.&lt;/div&gt;
&lt;div style='margin: 0cm 0cm 10pt' align='justify'&gt;&amp;#160;&lt;/div&gt;
&lt;div style='margin: 0cm 0cm 10pt' align='justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif''&gt;'http://www.alessiofollieri.com/'&gt;www.alessiofollieri.com&lt;/div&gt;
&lt;div style='margin: 0cm 0cm 10pt' align='justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif''&gt;© Alessio Follieri 2009&lt;/div&gt;
&lt;div style='margin: 0cm 0cm 10pt' align='justify'&gt;&amp;#160;&lt;/div&gt;</description><slash:comments>0</slash:comments></item><item><title>UN SISTEMA SBAGLIATO</title><pubDate>2008-10-26T18:30:36Z</pubDate><author>Alessio Follieri</author><link>http://nuke.alessiofollieri.com/Articoli/tabid/55/forumid/8/threadid/16/scope/posts/Default.aspx</link><description>&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt'&gt;&lt;span style='font-size: 16pt; line-height: 115%'&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;Un Sistema Sbagliato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%'&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;La dimostrazione che viviamo in una falsa democrazia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%'&gt;&lt;o:p&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;&amp;#160;di Alessio Follieri&lt;/font&gt;&lt;/o:p&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%'&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;Più volte mi sono chiesto: in un paese come l’Italia e in gran parte dei paesi occidentali del mondo, si osanna più volte come un cavallo di battaglia che riunisce persone e popoli due valori fondamentali: la democrazia e quindi la libertà. E’ vero che noi viviamo nella democrazia e nella libertà? Questa domanda mi ha più volte sconvolto e invitato inevitabilmente ad una riflessione filosofica fondamentale. Pensare a questi due valori sociali che noi riteniamo validi alla stregua di una fede, mi ha portato inevitabilmente a produrre un argomento dimostrativo sconvolgente: noi non viviamo nella democrazia, né tantomeno nella libertà. Questi due valori ci sono proposti a slogan pubblicitari, ma sono virtuali e nostro malgrado nessuno di noi vive in uno stato democratico, né tanto meno civile e ancor meno liberale. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%'&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;&lt;span style='mso-spacerun: yes'&gt;&amp;#160;Naturalmente anticipo alcune questioni essenziali: dimostrare questi fatti, porta le controparti a denunciare un anarchia, un insubordinazione ai poteri dello stato e quant’altro può accadere al cospetto di questi temi, pur tuttavia la mia delusione e quella di tanti altri che come me da bambini crescevano convinti che le cose stavano davvero come si diceva, democrazia e libertà, è pian piano aumentata fino al punto da farmi produrre questo argomento, da filosofo, da pensatore, da essere umano che vuole dialogare con altri esseri umani sulla propria condizione nel mondo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%'&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;&lt;span style='mso-spacerun: yes'&gt;&amp;#160;Qualcuno potrà pensare, i problemi in Italia, la questione italiana, il Governo etc…, tuttavia questo argomento non è la fattispecie italiana, ma si tratta di una situazione globale che investe lo stato umano generale, in particolar modo in quella parte industrializzata del mondo che si auto definisce occidentale. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%'&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;&lt;span style='mso-spacerun: yes'&gt;&amp;#160;La recente questione economica, è stata un po’ la scintilla per altro evidente, che mi ha guidato verso l’analisi di questo tema che già si sviluppava in me da molto tempo. Tutto quello che è accaduto nel mondo negli ultimi mesi è stato lo specchio rivelatore che noi non viviamo nella democrazia né tanto meno siamo liberi come ci sentiamo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;&lt;span style='font-size: 14pt; line-height: 115%'&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;UNA QUESTIONE STORICA.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%'&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;&lt;span style='mso-spacerun: yes'&gt;&amp;#160;La storia ci insegna molte cose, ad esempio da essa impariamo che più di mezzo secolo fa, il mondo era sconvolto da guerre e distruzioni, in nome di ideali e di razze, che poi si sono dimostrati fallibili e atroci. Tuttavia dalla seconda guerra mondiale, emerse un nuovo ordine mondiale, democrazia e libertà contro le feroci dittature. Tutti quegli ideali per i quali milioni di uomini sono morti, erano solo per il potere di pochi al mondo, coloro che siedono sulle loro poltrone e dietro le loro scrivanie e debbono decidere chi deve vivere o morire, tutti anno combattuto, ma poi ci viene insegnato che tutto il bagno di sangue è stato per la vittoria della democrazia e per la libertà. In parte tutto questo è vero, nessuno di noi avrebbe mai voluto un mondo in cui l’atroce ideale nazifascista avrebbe avuto successo, per carità, sarebbe crudele un mondo con quelle idee criminali, ma allo stesso tempo non credo che noi oggi ci troviamo in un mondo giusto e leale. In verità tutta l’ideologia dominante attuale, appare forte nella sua democrazia e libertà, solo per il fatto di aver ovviato ad una condizione molto più crudele, questa purtroppo è la nostra attuale e triste verità, che ci piaccia o no.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%'&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;&lt;span style='mso-spacerun: yes'&gt;&amp;#160;E’ un po’ come dire, stiamo benino e fate attenzione tutti che potevamo stare molto peggio, guardate la storia. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%'&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;&lt;span style='mso-spacerun: yes'&gt;&amp;#160;Se facciamo ancora un salto indietro nei secoli, prima dell’industrializzazione, scopriamo un mondo medioevale, dove pochi signori governavano masse di popoli. Il figlio di un signore, rimaneva anch’esso un signore. Il figlio del contadino rimaneva il figlio del contadino, il figlio dello schiavo rimaneva uno schiavo. Anche per questa condizione, il motto è lo stesso, stiamo benino, pensate a quell’epoca e potreste ben vedere come potevamo stare peggio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%'&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;&lt;span style='mso-spacerun: yes'&gt;&amp;#160;Questi sono fatti, per tutti noi sono veri, ma tuttavia è lecito pensare ad un altro fatto che ci rispecchia nella storia: è possibile che tutta l’umanità guidata da millenni dalle ambizione di pochi, dalla sete del potere di quel pugno di uomini che per suo ego ha voluto sempre porsi al di sopra di tutti gli altri, si sia così affievolita nella nostra epoca, al punto tale da spegnersi definitivamente? La storia è guidata dall’ambizione di pochi, da rivoluzioni di molti e poi di nuovo al ritorno al potere di pochi, è semplice ma le cose stanno davvero così, la democrazia nascerebbe in linea di principio per distribuire il potere ai molti, togliendo in realtà le ambizioni, l’ego, l’arroganza e la prevaricazione dei pochi. Pensiamo alle grandi dittature, ed è semplice vedere cosa produce il predominio dei pochi, quanto male può distribuire e&lt;span style='mso-spacerun: yes'&gt;&amp;#160; quante atrocità possono accadere, è ovvio che nello stato attuale del mondo occidentale le cose non stanno in questo modo, ma è altrettanto evidente che le ambizioni, l’ego, la sete del potere non sono affatto affievolite, al contrario esse ora si nascondono meglio e per certi versi sono più pericolose che in precedenza.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;&lt;span style='font-size: 14pt; line-height: 115%'&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;&lt;span style='mso-spacerun: yes'&gt;&amp;#160;IL NUOVO ORDINE MONDIALE.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;&lt;span style='font-size: 14pt; line-height: 115%'&gt;&lt;span style='mso-spacerun: yes'&gt;&amp;#160;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%'&gt;Il nuovo ordine mondiale,&lt;span style='mso-spacerun: yes'&gt;&amp;#160; nasce dalle ceneri di un vecchio mondo, antiquato e grigio, dove pochi evidenti uomini hanno governato le masse, le hanno distrutte e ricostruite a loro piacimento, ed ora? Come stanno le cose oggigiorno? Possibile che la democrazia così come viene millantata ha realmente risolto questo problema? La risposta con profondo rammarico è no, sono cambiati i modi, l’aspetto, la forma, ma la sostanza in questo mondo è immutata, c’è un marcio profondamente sbagliato in tutto il sistema che viviamo noi esseri umani.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%'&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;&lt;span style='mso-spacerun: yes'&gt;&amp;#160;Due cose si sono modificate profondamente a seguito dell’ultimo conflitto mondiale: la politica e l’economia. La politica ha compreso alcune cose, alcuni errori fondamentali che hanno portato all’esasperazione di cinquanta milioni di morti in tutta Europa ed allo sterminio degli ebrei. La politica occidentale ha compreso che l’estremo potere in un sol uomo produce cose tremende alle masse di milioni di persone. La politica generale dei paesi dominanti del mondo, ha compreso che il sistema dev’essere diverso, mirando ad una concezione differente dell’economia. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%'&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;&lt;span style='mso-spacerun: yes'&gt;&amp;#160;Lo sviluppo dell’economia è strettamente legato all’evento dell’industrializzazione che ha prodotto sconvolgimenti profondi, portando ad un nuovo ordine economico mondiale, allo stesso tempo una cosa che è reclamizzata ma non corrisponde a verità, risiede nella concezione che la politica sia una sfera totalmente separata dall’economia, ma questo è un falso assoluto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%'&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;&lt;span style='mso-spacerun: yes'&gt;&amp;#160;In verità economia e politica viaggiano su uno stesso binario in modo molto ambiguo, esse talune volte sono indistinguibili l’una dall’altra, mentre in altre appaiono molto distinte seppur interagiscono in modi del tutto occulti, è in questa ambiguità e nella relazione tra di esse che emerge un nuovo ordine mondiale, la democrazia occidentale che democratica non è.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%'&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;&lt;span style='mso-spacerun: yes'&gt;&amp;#160;Spiegando questo concetto che nella sua importanza è fondamentale per capire quanto sostenuto e provato in questo articolo, occorre effettuare delle precisazioni. In una società economicamente più evoluta, il potere economico eguaglia e in taluni casi supera quello politico. Le società moderne hanno visto la rapida evoluzione di grandi società economiche, holding, società con relazioni occulte tra governi e interessi economici privatisti, si è creato quindi un intricato sistema di relazioni di chi è al potere politico economico al punto che esso è il vertice di un nuovo ordine al di sopra di una massa di genti che è subordinata in tutto e per tutto alle condizioni dettate dal vertice.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%'&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;&lt;span style='mso-spacerun: yes'&gt;&amp;#160;Banche, assicurazioni e grandi società con enormi poteri finanziari a livello mondiale, vantano in realtà il controllo sulle economie mondiali. Il punto di riflessione è pensare a questo vertice, comprenderlo, vederlo, percepirlo come esistente, ed allo stesso modo valutare la condizione di una grande massa della società mondiale che si trova alla base, all’esatto opposto, cosa si è generato con questo sistema? In primo luogo rispetto a tutta la storia antica, queste nuove società non hanno nomi e cognomi, non c’è più la persona figurativa al quale in senso stretto attribuiamo come detentrice del potere. Certo in esse appare una classe dirigente, ma non è più evidente come in passato. Il potere del mondo economico è affidato a pochissimi “mostri” economici mondiali, ed il punto fondamentale è quello di interrogarsi che società si è costruita e si va a sviluppare con questo nuovo stato di cose. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%'&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;&lt;span style='mso-spacerun: yes'&gt;&amp;#160;In primo luogo alla politica si deve la regolamentazione della società civile tramite le leggi e regolamentazioni e organizzazione. Mantenendo uno sviluppo di idee semplici, occorre chiedersi se la regolamentazione sia in linea di principio democratica, se davvero essa produce una libertà, se veramente chi regolamenta la società, quindi la politica non è in realtà allacciata all’alta finanza. In tutto questo si possono nutrire forti dubbi. Ecco perché. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%'&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;&lt;span style='mso-spacerun: yes'&gt;&amp;#160;In tutto il giro di relazioni, evidenti e occulte tra l’apice della finanza mondiale e la politica, ruotano in realtà i destini di miliardi di persone, ed allo stesso tempo veglia un senso di omertà totale, si sa, ma non si sa. In questo occultismo garantista, si sciolgono tutte le speranza millantate della democrazia. Vediamo dove sono i punti evidenti e quelli più occulti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%'&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;&lt;span style='mso-spacerun: yes'&gt;&amp;#160;LO SVILUPPO DI UNA SOCIETA’ ECONOMICA.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%'&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;Il punto di approdo in grado di dimostrare come il potere è forte ma più occulto che in precedenza deriva da alcuni concetti semplici ma fondamentali sui quali si promuove mentalità, società, status sociale, tutti quei valori che noi crediamo di acquisire liberamente, ma che in realtà sono forzature che ci costringono verso il mondo che il vertice ha deciso essere giusto per noi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%'&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;&lt;span style='mso-spacerun: yes'&gt;&amp;#160;Prima di essere un fenomeno politico ed economico concreto, il nuovo ordine mondiale si poggia su un influenza psicologica profonda di tutta la società. Una dittatura evidente deriva dalla costruzione di un personaggio (basta sondare la storia), al quale si debbono tutte le decisioni dello stato. Quel personaggio assoggetta a se tutti i poteri, egli comanda, decide e solo lui è la fonte di tutto ciò che è lo stato. Le rivoluzioni e le guerre ci insegnano che tutti i personaggi della storia hanno pagato, giustamente, le proprie responsabilità, poiché spesso il sistema è ricaduto su loro stessi. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%'&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;&lt;span style='mso-spacerun: yes'&gt;&amp;#160;Il nuovo ordine si basa sull’invisibilità, esso non si vede, non c’è, non ha un nome e cognome ma decide molto, poiché tutto il sistema politico ed economico del mondo converge sulle mani di pochi esseri umani a discapito di tutti gli altri. L’influenza psicologica e sociale, deriva essenzialmente dall’ideologia post industriale e consumistica contemporanea che è il frutto di una costruzione di mentalità economica che traccia le sue radici allo sviluppo delle prime società industrializzate.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%'&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;&lt;span style='mso-spacerun: yes'&gt;&amp;#160;L’industrializzazione, rappresenta uno dei traguardi più straordinari dell’umanità, il passaggio da una società agricola e feudale, ad una industrializzata è stato forse uno dei cambiamenti sociali più profondi. Cos’ha concesso l’industrializzazione e conseguentemente l’affermazione di una nuova economia e società? Essenzialmente ha portato alla formazione di nuove classi sociali, prima inesistenti, ugualmente ha sviluppato nuove forme di lavoro, portando a delle variazioni profonde rispetto al passato, ai primi decenni essa ha significato molto più lavoro per tutti, in definitiva ha portato anche all’affermarsi di nuovi poteri in precedenza inesistenti, quello della classe economica dell’alta finanza. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%'&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;&lt;span style='mso-spacerun: yes'&gt;&amp;#160;Da qui si sono sviluppati tutti i settori relativi all’industria, ma tuttavia essa ha concesso conquiste positive indubbie, ma anche un salto nel buio ancora più profondo che solo in questi anni sta diventando evidente. Nelle prime fasi c’è stata la costruzione dell’ “uomo macchina”, ossia lo sviluppo di uno stato sociale, dove l’uomo dell’industria è divenuto parte integrante di una macchina, dove i ritmi, gli scopi, l’essenza stessa della vita, è diventata praticamente la macchina industriale costruita dall’uomo stesso. In pratica la società sotto il profilo dell’uomo macchina si è disumanizzata, ha perso la dimensione umanistica, infrangendosi con i valori umani più essenziali. L’uomo è concepito per produrre non più per ciò che egli è, in pratica con l’industrializzazione l’uomo&lt;span style='mso-spacerun: yes'&gt;&amp;#160; è diventato schiavo della sua stessa creazione, ma in cambio la stessa industria ha consentito uno sviluppo dapprima impensabile, più cibo per tutti, più lavoro per tutti, più beni per tutti, nuove classi sociali che hanno avuto nel tempo la possibilità di mirare ad una propria diversa condizione. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%'&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;&lt;span style='mso-spacerun: yes'&gt;&amp;#160;L’esistenza di un “miracolo” industriale ha portato a coltivare molte speranze, per altro anche conseguite, di avere una vita migliore, di risalire la china e potersi slegare da una schiavitù feudale, dove l’strema povertà e il duro lavoro, avevano infranto le speranze di molti. In decenni di industrializzazione ci sono stati dei “miracoli”, molti coloro che hanno potuto aspirare a qualcosa di migliore, per se stessi per i propri figli, molti operai hanno potuto vedere i figli dotarsi di un istruzione entrare in nuove classi dirigenti. Questi miracoli è vero, sono accaduti, ma caro è il prezzo da pagare, poiché per sfuggire ad una schiavitù se ne è generata un'altra invisibile ma che in questi ultimi anni sta diventando evidente. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%'&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;&lt;span style='mso-spacerun: yes'&gt;&amp;#160;Crescendo l’industrializzazione, ed il concetto di “uomo macchina”, allo stesso modo è avanzata l’economia e conseguentemente il successo del valore del denaro nella società moderna. Questo vuol dire che la società contemporanea ha visto l’affermarsi di nuovi valori, l’avere e l’apparire, sono i due concetti dominanti, il valore dell’uomo macchina risiede nel suo status di possedimenti e nel suo status di come l’individuo appare nella società. Questo aspetto è innegabile, ma diversamente da come pensiamo non è casuale, non risiede nella crisi dei valori dei giovani come si è voluto far credere troppe volte, né riguarda esclusivamente un fenomeno psicologico dovuto a condizioni derivanti dalla società medesima, ma sono il frutto di un sistema generato da qualcuno. Ora verrebbe da chiedersi chi è questo qualcuno? Cos’è questo sistema? Ed ecco che scopriamo che il sistema è un qualcosa di immateriale, non è una persona specifica e questo qualcuno siamo o tutti, o nessuno, o una parte di noi che appartiene alla classe dominante.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%'&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;&lt;span style='mso-spacerun: yes'&gt;&amp;#160;Andando a fondo&lt;span style='mso-spacerun: yes'&gt;&amp;#160; in questo argomento, si gratta la crosta sotto alla quale si nasconde il marcio, dove nessuno gratta per non vedere la verità. In primo luogo lo sviluppo di una società prevede essenzialmente lo stabilirsi dei valori nella medesima, i quali portano un popolo verso una direzione. L’uomo diventa macchina, poiché nella società di appartenenza deve conseguire delle tappe forzate per possedere uno status nella stessa società. Facciamo un esempio per facilitare la questione. Gran parte delle persone portano all’affermarsi di una famiglia, ed essa stessa diventa una cellula in una società di cellule, che deve stabilire delle condizioni: sicurezza economica prima di tutto, la quale porta ad un futuro stabile per i figli, una casa e tutti i servizi di prima necessità. Nulla di male in tutto questo, in effetti la democrazia e il liberalismo prevedono di generare la possibilità alle persone di perseguire i propri scopi nella legalità, tra cui ovviamente i più importanti e impellenti. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%'&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;&lt;span style='mso-spacerun: yes'&gt;&amp;#160;Semplicemente l’affermazione nella società richiede denaro. Qui arriva il punto fondamentale del perseguimento di questo plus valore, i soldi che stabiliscono le radici su cui si muove il nuovo ordine mondiale. Il punto è questo: è davvero un mondo libero, in cui i soldi si spostano liberamente e nella legalità da una parte all’altra? La risposta è no. Per una famiglia che si colloca assieme a miliardi di persone nella base della piramide, la conquista dello suo status sociale richiede un impegno di tutta una vita, il valore sociale monetario diventa una necessità che spinge miliardi di persone ad essere schiavi del sistema per tutta la sua vita. Però, qui è il punto, tale schiavitù è mascherata da uno specchio per le allodole: il consumismo. Esso ha una valenza fondamentale in un era come questa, l’epoca dell’informazione. L’informazione è un nuovo strumento con il quale si possono infondere idee a masse sterminate di persone. L’evoluzione tecnologica dell’informazione è forse di enorme valore almeno come quello dell’industrializzazione. I media, ed in ultima istanza internet rappresentano al momento l’apice di tale evoluzione, ciò implica che l’informazione stabilisce molte cose, in prima fase cosa la massa deve sapere e cosa non sapere. L’informazione richiede strumenti e risorse, chi ha queste cose non è la massa, ma i vertici dell’economia, ed è logica anche la conseguenza che l’informazione gira, non vi è dubbio, in modi molteplici, ma non è totalmente libera. Il vero non è mai esplicito nell’informazione, in più l’affermazione di alcune idee fondamentali che debbono entrare nelle menti delle masse utilizza strumenti molto potenti e soprattutto invisibili con i quali portare alla costruzione di una società. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%'&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;&lt;span style='mso-spacerun: yes'&gt;&amp;#160;Il primo risultato dell’era della comunicazione è quella di portare all’affermazione assoluta del consumismo. La famiglia e quindi gli individui, debbono consumare, acquistare, far girare il proprio denaro, poco o tanto che sia, ciò perché si vengono ad affermare dei valori sociali per i quali famiglie e milioni di persone debbono perentoriamente inseguire quel dato bene o quell’altro, in una follia generale. Ciò comporta che intere masse di persone possono essere indirettamente pilotate e fatte interessare a questa o&lt;span style='mso-spacerun: yes'&gt;&amp;#160; a quest’altra cosa, senza che si accorgono di essere manovrati. Il punto è che ci ritroviamo come conigli ad inseguire carote, ma irrimediabilmente legate con un asta al nostro dorso esse rimangono sempre alla stessa distanza da noi. In pratica la società, il consumismo, l’informazione, ci impongono l’inseguimento di valori, che in tappe successive aumentano la sete, ma non ci dissetano mai. Per questo l’uomo macchina, esso procede incurante delle strade a cui va in contro, spesso il non perseguire dei risultati concreti come il più importante: quello della casa, tanto per citarne uno dei fondamentali, nella società contemporanea può voler dire un proprio disastro esistenziale. A seguito di ciò possiamo pensare a tante altre cose, le quali dobbiamo possederle, quindi dobbiamo apparire, altrimenti ne vale l’esclusione dal gioco della competizione sociale. Il punto è che qualcuno o qualcosa ci vuole in competizione, noi dobbiamo spendere i soldi che abbiamo ed anche quelli che non abbiamo, a debito, su questo si vanta la maggior forza del nuovo ordine mondiale, farci spendere i soldi che non abbiamo così da essere loro schiavi per sempre.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%'&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;&lt;span style='mso-spacerun: yes'&gt;&amp;#160;SOLDI REALI E SOLDI VIRTUALI.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%'&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;&lt;span style='mso-spacerun: yes'&gt;&amp;#160;Una delle domande più essenziali è: cos’è il denaro? Noi non ci accorgiamo di una conseguenza, se pensiamo ai soldi, ci viene in mente la cosa più immediata, le monete o i diversi tagli di filigrana. Quelli per noi giustamente sono i soldi, i contanti tanto per intenderci. Siccome questa idea è radicata dentro di noi, implica che non riusciamo a vedere cosa c’è nascosto dietro quell’immediato percepire. Avere tanti tagli di filigrana, non c’è dubbio che equivale ad avere relativamente tanti soldi, ma se ci riflettiamo un attimo, i soldi non sono solo quelli. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%'&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;&lt;span style='mso-spacerun: yes'&gt;&amp;#160;Un operaio lavora duramente come tantissimi altri lavoratori, per ricevere un misero stipendio, se gli va bene, malgrado sia quasi utopia oggigiorno, può mettere qualcosa sul suo conto in banca. La questione è abbastanza evidente, tanto lavoro, impegno e sacrificio per avere alcuni tagli di filigrana. Essi sono necessari, perché è possibile acquistare risorse per se e per la sua famiglia. Tuttavia ci sfugge un dato, quelli sono i soldi con cui tutti noi abbiamo a che fare tutti i giorni, facciamo il presupposto che il nostro amico lavoratore, riesce a mettere da parte duecento euro, va alla sua banca e li versa sul proprio conto. Ora quei soldi sono sempre gli stessi di prima? Dove sono quei duecento euro? Subito pensiamo: sicuramente sono nella cassa della banca, è ovvio, ma sicuramente il conto del nostro amico operaio così come il nostro è solo un conto, non è una cassa, né una cassaforte dove finiscono i nostri soldi. Le duecento euro perdono di identità, esse finiscono in un circolo invisibile e li perdiamo per sempre in senso fisico. Non li avremo mai più. Però sul conto del nostro amico giustamente viene scritto un +200,00 Euro. Non c’è dubbio, ma pensiamoci bene: egli ha le sue duecento euro fisiche? Assolutamente no, perché se un mese dopo va a ritirare i suoi soldi la banca gli darà certamente duecento euro ma non sono più le stesse che ha versato quel giorno, ossia il pezzo è diverso, ha un numero diverso. Però noi tutti siamo incuranti logicamente di questo, poco importa, l’importante è che sono 200 e non meno, che quindi ci consentano sempre di fare acquisti per il valore che hanno i 200 euro. Tuttavia è in questo piccolo particolare che si gioca tutto l’argomento, è sui soldi reali e quelli virtuali. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%'&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;&lt;span style='mso-spacerun: yes'&gt;&amp;#160;Le banche, le grandi società, i grandi gruppi industriali, qui mi riferisco ai più grandi enti del mondo, non possiedono in realtà i soldi che hanno. Può sembrarci assurdo ma è così. Una grande società ha 100 miliardi di euro, ora la domanda è dove sono questi 100 miliardi che la società afferma di avere? Semplicemente non esistono, non c’è un luogo dove ci sono impacchettati questi cento miliardi di euro o di dollari, questi soldi non esistono sebbene però la società può acquistare beni per 100 miliardi di euro. Questo è il punto che cambia radicalmente le cose, tanto più saliamo di livello economico, tanto più il valore monetario è virtuale e non reale. Se andiamo a monte, le banche mondiali non spostano soldi dall’una all’altra ma bensì spostano i numeri. Una banca cede 1 milione di euro ad un'altra, questo vuol dire che la banca che riceve segnerà nella sua cassa + 1 milione, quella che paga segnerà -1 milione, ma tra le due banche non si è spostato nemmeno un centesimo. Questo discorso può apparire logico ma in realtà nasconde del marcio. Se prendiamo tutti i soldi del mondo vedremo che essi trovano in maggior parte verso la classe finanziaria più elevata, miliardi e miliardi di dollari, nei governi, quindi negli stati occidentali del mondo, ma se un giorno siamo i re del mondo e vorremmo fare una richiesta ossia: voglio vedere in un campo sterminato tutti questi soldi, in monete e in tagli di carta, faremmo una macabra scoperta: i soldi non ci sono. In pratica tutta l’economia mondiale si basa sullo spostamento di numeri, non si sposta nemmeno un soldo, è tutto un gioco di + e -, verrebbe allora da chiedersi a fondo come si possono sviluppare all’interno di questo meccanismo colossale i + miliardi di dollari? Accadono cose occulte, ma avvengono sempre nel medesimo campo di una classe dirigente. Nel basso una famiglia deve sudare, faticare, sperare, per avere quelli reali per la propria sussistenza, mentre in realtà colossi mondiali che detengono il maggior potere economico occidentale spostano solo cifre con + e -. Il valore per questi colossi non è lo stesso per la piccola famiglia. E’ qui che converge tutta la schiavitù moderna, miliardi di persone debbono sacrificare la propria vita e le proprie speranze per un pugno di soldi reali che consentono loro di vivere o mantenere un proprio status, mentre al di sopra l’economia mondiale sposta numeri da un terminale all’altro. Ed arriviamo al dunque di cosa accade.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%'&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;&lt;span style='mso-spacerun: yes'&gt;&amp;#160;Molti avranno notato la tendenza politica occidentale di questi ultimi decenni, ad evitare lo spostamento reale dei soldi. In tempi passati, i soldi avevano una realtà più consistente, all’antica venivano messi sotto il materasso, tanto per intenderci, ma oggi le cose sono cambiate. Assegni, carte di credito, oggi l’interesse dei vertici mondiali è quello di non far circolare più i soldi reali ma quelli virtuali. Ciò accade per il motivo appena esposto, ma anche per tantissimi altre questioni non meno importanti. Se tutti gli italiani o inglesi, o qualunque nazione del mondo, andrebbero tutti nello stesso giorno e nello stesso momento al proprio sportello bancario a ritirare in contanti il proprio conto, scoprirebbe che i soldi non ci sono. In pratica i soldi non esistono, è solo una questione di + e – anche nel proprio conto corrente, ma è sconvolgente che con il duro lavoro di volta in volta siamo andati allo sportello a versare quelli reali. La differenza della questione è tutta qui, quella di dare ai soldi due valori diversi, alla schiavitù quello reale, alla classe dirigente quello virtuale. Accadono cose incredibili. Allo stesso modo lo status sociale e la sicurezza familiare impongono con enormi sacrifici l’acquisto di una casa. E’ chiaro che sono pochi, pochissimi coloro che possiedono sul proprio conto la possibilità di scegliere una bella casa e comprarla. La crisi economica sui mutui a livello mondiale dimostra che quasi la totalità di persone deve accedere ad un mutuo bancario. Ecco la sorpresa. La banca valuta a fondo la nostra condizione, rovista in ogni angolo la nostra vita economica, indaga, esamina e poi se va bene ci concede il mutuo, quindi un prestito. Finalmente possiamo comprare la nostra casa, ma incredibilmente, per la nostra sicurezza e per quella bancaria, noi non vediamo mai i 200.000 euro necessari all’acquisto, la banca non ci dà una valigetta con i soldi, non esiste, le leggi attuali non lo consentono, quindi accade un evento economico misterioso, all’improvviso sul conto del venditore appare un +200.000 Euro, nel nostro un -200.000 che dobbiamo restituire con i dovuti interessi alla banca che ha preso le sue dovute garanzie. Non si è spostato un soldo, neanche nella stessa banca ci sono i soldi reali per tutti i mutui che ha concesso, questi soldi non esistono ma tuttavia ora noi che abbiamo richiesto quei soldi dobbiamo lavorare per tutta la vita, giorno dopo giorno, per portare puntualmente i soldi reali allo sportello bancario. Ecco che c’è una profonda differenza tra il valore dei soldi reali e quelli virtuali. Accade quindi che nel mondo i soldi si spostano continuamente da una parte all’altra, ma se li seguiamo a monte arriviamo all’apice nelle banche centrali che sfornano i + alle altre banche senza avere un centesimo. Questo vuol dire che a monte questi soldi hanno una vicenda ed una storia piuttosto occulta e invisibile anche se l’averli alla massa costa moltissimo della propria vita. Questo in pratica porta ad una schiavitù.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%'&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;&lt;span style='mso-spacerun: yes'&gt;&amp;#160;Come si è detto oggi si punta non più a movimentare i soldi reali ma virtuali, tramite spostamenti su conti correnti, assegni, carte di credito, tutto si pubblicizza va a vantaggio della sicurezza contro la criminalità, ma questo sebbene sia parzialmente vero è come un spot pubblicitario ipocrita, in realtà è per essere controllati, i soldi sono l’apice del controllo sugli individui, i soldi reali si spostano da una mano all’altra fuori controllo, ma invece con le nuove tecnologie noi spendiamo e siamo controllati su cosa, dove e quanto compriamo. Questo accade negli stati che reclamizzano democrazia e libertà.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%'&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;&lt;span style='mso-spacerun: yes'&gt;&amp;#160;Ci troviamo in una condizione in cui si sono affermati dei valori sociali, che indirettamente ci implicano delle esigenze, le quali hanno un costo e per le quali dobbiamo indebitarci per l’acquisto, tutto qui, il nuovo ordine mondiale ha costruito i suoi nuovi schiavi: noi. Dobbiamo lavorare, lavorare, lavorare, poi dobbiamo essere insoddisfatti e volere di più, ciò per acquietare il valore che è spesso reclamizzato nelle forme più occulte e diverse, quello di emergere e di essere qualcuno, in modo più o meno legittimo miliardi di esseri umani cercano di emergere in questa società, ma non sanno quanto è caro il prezzo da pagare per tutti noi. Non possiamo più pensare, né dedicarci a questioni profonde della vita, giacché esse appaiono come una vera e propria perdita di tempo in una società che deve andare di corsa e non ha tempo per fermarsi, ma perché bisogna andare così veloci, perché tutta questa frenesia? Semplicemente perché ci hanno messo in competizione, guarda caso i soldi si spostano da una parte all’altra, le risorse si accumulano verso certi individui piuttosto che verso altri, ma quanto vediamo attorno a noi, anche di estrema ricchezza è solo una piccola cosa, dietro ad una classe di colossi mondiali che possiedono le maggiori risorse finanziarie del mondo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;&lt;span style='font-size: 14pt; line-height: 115%'&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;&lt;span style='mso-spacerun: yes'&gt;&amp;#160;LA CRISI ECONOMICA ATTUALE.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%'&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;&lt;span style='mso-spacerun: yes'&gt;&amp;#160;La recente crisi delle borse mondiali, è la chiave di tutto questo argomento. All’improvviso un giorno ci svegliamo e le borse vanno a picco, miliardi e miliardi di soldi virtuali svaniscono, nessuno sa dove vanno a finire, molti si chiedono perché e dove? Abbiamo quindi scoperto molte cose in questo periodo. La prima è che alcuni colossi mondiali sono misteriosamente falliti, tutto a debito, mentre però miliardi di piccoli risparmiatori hanno messo i loro soldi reali e questi sono misteriosamente scomparsi. Abbiamo imparato anche che i più alti dirigenti del potere di questi colossi erano con la testa fuori dalla realtà, essi parlavano come di spiccioli di cifre come miliardi e miliardi di dollari, in più abbiamo imparato che i governi mondiali cercano di tutelare e venire in soccorso a questi grandi crack finanziari. Non è finita, in questi mesi abbiamo anche imparato che alte dirigenze di grandi società finanziarie o di banche, nel momento del fallimento invece di essere valutati come dei responsabili di una grave crisi, prendono buone uscite di milioni di dollari. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%'&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;&lt;span style='mso-spacerun: yes'&gt;&amp;#160;Il meccanismo, o meglio la grande macchina è in crisi, perché in questi ultimi decenni, sono avvenute sotto gli occhi di tutti delle cose, nello status sociale occidentale, il lavoro di chi produce realmente beni, di coloro che faticano e lavorano realmente, ha perso totalmente valore, semplicemente non vale più nulla, mentre hanno acquisito un valore sproporzionato tutti questi settori di servizi finanziari o assicurativi, che non producono nulla ma che spostano solo grosse risorse economiche. Siamo vicini al paradosso economico, ed esso non è solo un semplice e momentaneo arresto ma è una crisi più profonda, è un economia e un potere mondiale che ha dimenticato totalmente la dimensione umana della vita. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%'&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;&lt;span style='mso-spacerun: yes'&gt;&amp;#160;Abbiamo imparato che chi è al potere è sempre tutelato, mentre i piccoli risparmiatori, le famiglie, i soggetti individuali che sono alla base della piramide debbono sempre pagare sulla loro stessa pelle le estreme conseguenze. Un piccolo artigiano fallisce e la sua vita è in crisi, in grave difficoltà per il resto dei suoi giorni, paga le sue responsabilità, mentre i vertici economici mondiali alla fine sono anche supportati dal loro stesso sistema. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%'&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;Per questo tale crisi è vissuta come una sfiducia totale nel “Mostro” che è stato costruito, nondimeno vi saranno crisi più profonde, riguardo il senso della vita e i valori umani che il “mostro” ha sepolto e noi non ce ne siamo mai accorti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%'&gt;&lt;o:p&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;&amp;#160;&lt;/font&gt;&lt;/o:p&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;'http://www.alessiofollieri.com/'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-theme-font: minor-bidi'&gt;&lt;font face='Calibri' color='#800080'&gt;www.alessiofollieri.com&lt;/font&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%'&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;&lt;span style='font-size: 10pt; line-height: 115%'&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;© 2008 tutti i diritti sono riservati&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;&lt;span style='font-size: 10pt; line-height: 115%'&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;Contattare &lt;/font&gt;'mailto:redazione@alessiofollieri.com'&gt;&lt;span style='font-size: 10pt; line-height: 115%; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-theme-font: minor-bidi'&gt;&lt;font face='Times New Roman' color='#0000ff'&gt;redazione@alessiofollieri.com&lt;/font&gt;&lt;span style='font-size: 10pt; line-height: 115%'&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%'&gt;&lt;o:p&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;&amp;#160;&lt;/font&gt;&lt;/o:p&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%'&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;&lt;span style='mso-spacerun: yes'&gt;&amp;#160;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt; line-height: 115%'&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;&lt;span style='mso-spacerun: yes'&gt;&amp;#160;&lt;span style='mso-spacerun: yes'&gt;&amp;#160; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;&lt;span style='font-size: 14pt; line-height: 115%'&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;&lt;span style='mso-spacerun: yes'&gt;&amp;#160;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;

&lt;p class='MsoNormal' style='margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify'&gt;&lt;span style='font-size: 14pt; line-height: 115%'&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;
</description><slash:comments>0</slash:comments></item><item><title>APPARIRE O ESSERE</title><pubDate>2008-10-22T13:43:40Z</pubDate><author>Alessio Follieri</author><link>http://nuke.alessiofollieri.com/Articoli/tabid/55/forumid/8/threadid/13/scope/posts/Default.aspx</link><description>&lt;p style='margin: 0cm 0cm 10pt' class='MsoNormal'&gt;&lt;span style='line-height: 115%; font-size: 14pt'&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;APPARIRE o ESSERE&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;

&lt;p style='margin: 0cm 0cm 10pt' class='MsoNormal'&gt;&lt;font size='3' face='Calibri'&gt;Di Alessio Follieri&lt;/font&gt;

&lt;p style='text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt' class='MsoNormal'&gt;&lt;span style='line-height: 115%; font-size: 12pt'&gt;&lt;o:p&gt;&lt;font face='Calibri'&gt;&amp;#160;&lt;/font&gt;&lt;/o:p&gt;

&lt;div style='line-height: 16.8pt; margin: 0cm 0cm 10pt'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt'&gt;Uno dei più grandi problemi sociali e culturali del nostro tempo, in misura maggiore che in passato è quello relativo “all’apparire e all’essere”. &lt;/div&gt;
&lt;div style='text-align: justify; line-height: 16.8pt; margin: 0cm 0cm 10pt'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt'&gt;&amp;#160;Le società industrialmente più avanzate del mondo, i cambiamenti sociali, ideologici, politici e infine tecnologici che hanno portato una maggiore diffusione dell’informazione, hanno indubbiamente sollevato il dilemma “dell’essere e dell’apparire” in modo più profondo rispetto al passato. Parlare di questo problema coinvolge direttamente molti ambiti culturali diversi, dalla psicologia, alla sociologia, fino alla filosofia, soltanto per citarne alcune, ed è chiaro come la vastità dell’argomento impone in un solo articolo, il vincolo di sorvolarne i caratteri principali e generali del problema.&lt;/div&gt;
&lt;div style='text-align: justify; line-height: 16.8pt; margin: 0cm 0cm 10pt'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt'&gt;&amp;#160;La natura dell’apparire e dell’essere, nell’epoca contemporanea, implica una valutazione molto importante inerente l’era tecnologica che stiamo vivendo. Un insieme di innovazioni che rendono possibile l’afflusso di informazioni in modo più diretto e rapido, rispetto ai precedenti storici e sociali. Cos’è che domina il mondo moderno in modo molto più diverso rispetto al passato? “L’apparire” in senso di immagine. In verità per essere più rigoroso, l’immagine è un argomento che ha origini fin dal passato più remoto con le civiltà primigenie della Terra. Un semplice sguardo all’antica Sumer, o il più evidente antico Egitto, sia a livello di monumenti, di scritture e soprattutto di spettacolari immagini, i quali offrono un impatto molto forte pensando che noi contemporanei siamo distanti di millenni da quei favolosi e antichi artisti. &lt;/div&gt;
&lt;div style='text-align: justify; line-height: 16.8pt; margin: 0cm 0cm 10pt'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt'&gt;&amp;#160;Da questa considerazione è semplice intuire come l’immagine e quindi offrire un simbolo includendo un significato, ha radici molto recondite nel percorso dell’umanità ed è informa totalmente evoluta manifesto anche nel presente, in modo più vario e complesso.&lt;/div&gt;
&lt;div style='text-align: justify; line-height: 16.8pt; margin: 0cm 0cm 10pt'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt'&gt;&amp;#160;L’apparire, implica quindi offrire un immagine di un qualcosa, dove la figura o la forma, coinvolge diversi significati, ma sicuramente per gli autori stessi di tale immagine è possibile orientare molto il significato in esse contenuto. Oggi l’apparire non assume solo il significato di un immagine riportata alla visione di tutti, ma coinvolge moltissimi altri aspetti che ruotano tutti nella sfera psicologica umana. &lt;/div&gt;
&lt;div style='text-align: justify; line-height: 16.8pt; margin: 0cm 0cm 10pt'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt'&gt;&amp;#160;In un mezzo come la televisione, l’immagine è a dominarla, quindi: le parole, i suoni e la scrittura sono un insieme importante di fattori che servono a completare l’immagine stessa. Da ciò si possono tracciare due strade distinte, la prima è l’impatto di tale informazione, che in un certo qual modo offre un modello alla società, ma al tempo stesso non la rappresenta in toto. La seconda è la valutazione dell’apparire trasportandola dalla diffusione televisiva e dei media in generale alla realtà stessa che viviamo quotidianamente, ed ecco che entrano in gioco numerosi fattori del tutto diversi. Nella realtà l’apparire implica: l’aspetto esteriore, unitamente alla personalità esibita dagli individui. Entrambi sono valori di cui ben sappiamo sono dubitabili: l’aspetto esteriore coinvolge tutta una serie di concetti oltre allo stesso paradigma fisico, come gli abiti, le credenziali, status sociale etc…, e la personalità che viene opportunatamente esibita da ogni individuo, la quale si matura psicologicamente in una scelta di manifestare se stessi, implicando due condizioni essenziali: l’aspetto è il significato di me stesso che esibisco nell’immagine, la seconda è il mio lato interiore che voglio far trasparire di me. E’ facile intuire per esperienza quotidiana di ognuno di noi, come questi aspetti possono essere effimeri, deboli e spesse volte insignificanti. Una persona ci delude? E’ perché la credevamo diversa, ma essa fino a quel momento non ci aveva mostrato i suoi lati nascosti. Oppure il suo status sociale, il suo aspetto mi avevano dato una certa idea, ma poi invece era tutt’altra. E’ innegabile quanto siano numerose queste vicende nella vita di ognuno di noi, tuttavia è altrettanto verosimile come questi due valori seppur effimeri, sono in realtà limitati nella valutazione di una persona, ma frequentemente incidono notevolmente nei rapporti umani e sociali. &lt;/div&gt;
&lt;div style='text-align: justify; line-height: 16.8pt; margin: 0cm 0cm 10pt'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt'&gt;&amp;#160;Gran parte del mondo si muove in virtù di questi due aspetti nonostante essi sono falsificabili, ed andando ancora più a fondo si può dire che gran parte delle persone non vivono assolutamente mostrando il proprio essere, quello autentico di se stessi. Si potrebbero tracciare un infinità di esempi in merito, ma essendo ognuno di noi una cellula di un organismo molto più vasto che è l’umanità circostante, per quanto integerrimi è innegabile che gli altri producono un influsso in noi stessi, che sia negativo e positivo, almeno quanto noi influiamo su tutti gli altri. Espandere questo argomento ci porterebbe realmente a migliaia di situazioni diverse che possiamo vivere quotidianamente e capire anche perché avvengono. &lt;/div&gt;
&lt;div style='text-align: justify; line-height: 16.8pt; margin: 0cm 0cm 10pt'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt'&gt;&amp;#160;La società moderna impone uno status e degli standard, ed ecco che orde di persone la inseguono, mentre non se ne rendono neanche conto, ciò perché gran parte dei rapporti sono dominati sull’apparire. Ciò ha portato innegabilmente ad un mondo che privilegia l’apparire in modo smisurato sull’essere che è rimasto sino ad oggi una terra di nessuno, poco importante e come si crede erroneamente persino non espandibile. &lt;/div&gt;
&lt;div style='text-align: justify; line-height: 16.8pt; margin: 0cm 0cm 10pt'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt'&gt;&amp;#160;L’essere quindi, è un qualcosa di profondamente diverso, l’essere è come siamo veramente, nel profondo, cosa e come pensiamo, è la parte di noi stessi con la quale dialoghiamo interiormente, ma essa raramente è mai esposta nella sua completezza, ciò perché spesso l’essere può collidere severamente con l’apparire. &lt;/div&gt;
&lt;div style='text-align: justify; line-height: 16.8pt; margin: 0cm 0cm 10pt'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt'&gt;&amp;#160;Tutti i pregiudizi, contrasti, divisioni, nascono da questo stato di cose, da un apparire effimero che crediamo infine costituisca l’essenza di un individuo, piuttosto che nella verità dell’essere ossia di come un determinato individuo è realmente. Ciò comporta inevitabilmente a credere all’esistenza di individui che ci circondano che in verità non sono come crediamo, essi possono essere molto migliori o molto peggiori, non importa al momento questa considerazione, ma l’importante è che ci siamo circondati di fantasmi e noi stessi finiamo per essere uno spettro in mezzo a molti altri. Tizio ha delle credenziali, dice determinate cose, appare potente (per citare un esempio) e mi convinco che egli stia nel giusto, mentre in realtà il suo essere è completamente sbagliato ma a me sconosciuto.&lt;/div&gt;
&lt;div style='text-align: justify; line-height: 16.8pt; margin: 0cm 0cm 10pt'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt'&gt;&amp;#160;C’è infine un'altra considerazione, in un individuo l’essere e l’apparire, non sono due sfere distinte e separate, ossia indipendenti, ma influiscono a vicenda l’una sull’altra. Faccio ora un esempio, io dentro di me cerco un potere, una determinata posizione sociale, farei qualsiasi cosa per perseguire questo scopo, ma in principio dentro di me so che è sbagliato fare qualsiasi cosa. Questo obiettivo mi porta a fare cose tremende, ma vado avanti, è troppo grande l’ambizione, infine ci riesco, finalmente, ma poi tutta questa storia vissuta nella sua finalità dei miei desideri entra in collisione fortemente con me stesso, allora che faccio? Il mio essere arriva a definire lecito tutto ciò che ho fatto, mi giustifico, dico a me stesso che va bene così, ed ecco che l’essere soccombe e si modifica in base all’apparire.&lt;/div&gt;
&lt;div style='text-align: justify; line-height: 16.8pt; margin: 0cm 0cm 10pt'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt'&gt;&amp;#160;Per tale motivo la questione dell’apparire e dell’essere, valori che in modo diverso rappresentano una parte fondamentale di ciò che cerchiamo di perseguire unitamente a ciò che siamo nella nostra verità, finisce per diventare di importanza estrema persino per lo stato evolutivo del nostro vero essere. L’umanità moderna è evoluta negli utilizzi tecnologici e in moltissime altre cose che emergono come un punto di rottura con il passato, ma tale concetto di evoluzione è marginale, se vogliamo coinvolgere un vero significato di evoluzione che poi è essa stessa ad aprirci la porta verso un futuro definitivo, allora il termine “evoluzione” va compreso in un modo interamente nuovo e completo. E’ il primo motivo secondo il quale non viviamo nella verità dell’essere, ma nella corazza dell’apparire.&lt;/div&gt;
&lt;div style='text-align: justify; line-height: 16.8pt; margin: 0cm 0cm 10pt'&gt;&lt;span style='font-size: 12pt'&gt;&amp;#160;Il contrasto tra l’essere e l’apparire, è ciò che porta l’umanità moderna a commettere le stesse atrocità del passato, nelle cose più buie nulla ancora oggi è cambiato.&lt;/div&gt;
&lt;div style='text-align: justify; line-height: 16.8pt; margin: 0cm 0cm 10pt'&gt;&amp;#160;
&lt;div style='text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt'&gt;'http://www.alessiofollieri.com/'&gt;&lt;span style='line-height: 115%; font-size: 10pt'&gt;&lt;font color='#800080'&gt;www.alessiofollieri.com&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
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