Un Sistema Sbagliato.
La dimostrazione che viviamo in una falsa democrazia.
di Alessio Follieri
Più volte mi sono chiesto: in un paese come l’Italia e in gran parte dei paesi occidentali del mondo, si osanna più volte come un cavallo di battaglia che riunisce persone e popoli due valori fondamentali: la democrazia e quindi la libertà. E’ vero che noi viviamo nella democrazia e nella libertà? Questa domanda mi ha più volte sconvolto e invitato inevitabilmente ad una riflessione filosofica fondamentale. Pensare a questi due valori sociali che noi riteniamo validi alla stregua di una fede, mi ha portato inevitabilmente a produrre un argomento dimostrativo sconvolgente: noi non viviamo nella democrazia, né tantomeno nella libertà. Questi due valori ci sono proposti a slogan pubblicitari, ma sono virtuali e nostro malgrado nessuno di noi vive in uno stato democratico, né tanto meno civile e ancor meno liberale.
Naturalmente anticipo alcune questioni essenziali: dimostrare questi fatti, porta le controparti a denunciare un anarchia, un insubordinazione ai poteri dello stato e quant’altro può accadere al cospetto di questi temi, pur tuttavia la mia delusione e quella di tanti altri che come me da bambini crescevano convinti che le cose stavano davvero come si diceva, democrazia e libertà, è pian piano aumentata fino al punto da farmi produrre questo argomento, da filosofo, da pensatore, da essere umano che vuole dialogare con altri esseri umani sulla propria condizione nel mondo.
Qualcuno potrà pensare, i problemi in Italia, la questione italiana, il Governo etc…, tuttavia questo argomento non è la fattispecie italiana, ma si tratta di una situazione globale che investe lo stato umano generale, in particolar modo in quella parte industrializzata del mondo che si auto definisce occidentale.
La recente questione economica, è stata un po’ la scintilla per altro evidente, che mi ha guidato verso l’analisi di questo tema che già si sviluppava in me da molto tempo. Tutto quello che è accaduto nel mondo negli ultimi mesi è stato lo specchio rivelatore che noi non viviamo nella democrazia né tanto meno siamo liberi come ci sentiamo.
UNA QUESTIONE STORICA.
La storia ci insegna molte cose, ad esempio da essa impariamo che più di mezzo secolo fa, il mondo era sconvolto da guerre e distruzioni, in nome di ideali e di razze, che poi si sono dimostrati fallibili e atroci. Tuttavia dalla seconda guerra mondiale, emerse un nuovo ordine mondiale, democrazia e libertà contro le feroci dittature. Tutti quegli ideali per i quali milioni di uomini sono morti, erano solo per il potere di pochi al mondo, coloro che siedono sulle loro poltrone e dietro le loro scrivanie e debbono decidere chi deve vivere o morire, tutti anno combattuto, ma poi ci viene insegnato che tutto il bagno di sangue è stato per la vittoria della democrazia e per la libertà. In parte tutto questo è vero, nessuno di noi avrebbe mai voluto un mondo in cui l’atroce ideale nazifascista avrebbe avuto successo, per carità, sarebbe crudele un mondo con quelle idee criminali, ma allo stesso tempo non credo che noi oggi ci troviamo in un mondo giusto e leale. In verità tutta l’ideologia dominante attuale, appare forte nella sua democrazia e libertà, solo per il fatto di aver ovviato ad una condizione molto più crudele, questa purtroppo è la nostra attuale e triste verità, che ci piaccia o no.
E’ un po’ come dire, stiamo benino e fate attenzione tutti che potevamo stare molto peggio, guardate la storia.
Se facciamo ancora un salto indietro nei secoli, prima dell’industrializzazione, scopriamo un mondo medioevale, dove pochi signori governavano masse di popoli. Il figlio di un signore, rimaneva anch’esso un signore. Il figlio del contadino rimaneva il figlio del contadino, il figlio dello schiavo rimaneva uno schiavo. Anche per questa condizione, il motto è lo stesso, stiamo benino, pensate a quell’epoca e potreste ben vedere come potevamo stare peggio.
Questi sono fatti, per tutti noi sono veri, ma tuttavia è lecito pensare ad un altro fatto che ci rispecchia nella storia: è possibile che tutta l’umanità guidata da millenni dalle ambizione di pochi, dalla sete del potere di quel pugno di uomini che per suo ego ha voluto sempre porsi al di sopra di tutti gli altri, si sia così affievolita nella nostra epoca, al punto tale da spegnersi definitivamente? La storia è guidata dall’ambizione di pochi, da rivoluzioni di molti e poi di nuovo al ritorno al potere di pochi, è semplice ma le cose stanno davvero così, la democrazia nascerebbe in linea di principio per distribuire il potere ai molti, togliendo in realtà le ambizioni, l’ego, l’arroganza e la prevaricazione dei pochi. Pensiamo alle grandi dittature, ed è semplice vedere cosa produce il predominio dei pochi, quanto male può distribuire e quante atrocità possono accadere, è ovvio che nello stato attuale del mondo occidentale le cose non stanno in questo modo, ma è altrettanto evidente che le ambizioni, l’ego, la sete del potere non sono affatto affievolite, al contrario esse ora si nascondono meglio e per certi versi sono più pericolose che in precedenza.
IL NUOVO ORDINE MONDIALE.
Il nuovo ordine mondiale, nasce dalle ceneri di un vecchio mondo, antiquato e grigio, dove pochi evidenti uomini hanno governato le masse, le hanno distrutte e ricostruite a loro piacimento, ed ora? Come stanno le cose oggigiorno? Possibile che la democrazia così come viene millantata ha realmente risolto questo problema? La risposta con profondo rammarico è no, sono cambiati i modi, l’aspetto, la forma, ma la sostanza in questo mondo è immutata, c’è un marcio profondamente sbagliato in tutto il sistema che viviamo noi esseri umani.
Due cose si sono modificate profondamente a seguito dell’ultimo conflitto mondiale: la politica e l’economia. La politica ha compreso alcune cose, alcuni errori fondamentali che hanno portato all’esasperazione di cinquanta milioni di morti in tutta Europa ed allo sterminio degli ebrei. La politica occidentale ha compreso che l’estremo potere in un sol uomo produce cose tremende alle masse di milioni di persone. La politica generale dei paesi dominanti del mondo, ha compreso che il sistema dev’essere diverso, mirando ad una concezione differente dell’economia.
Lo sviluppo dell’economia è strettamente legato all’evento dell’industrializzazione che ha prodotto sconvolgimenti profondi, portando ad un nuovo ordine economico mondiale, allo stesso tempo una cosa che è reclamizzata ma non corrisponde a verità, risiede nella concezione che la politica sia una sfera totalmente separata dall’economia, ma questo è un falso assoluto.
In verità economia e politica viaggiano su uno stesso binario in modo molto ambiguo, esse talune volte sono indistinguibili l’una dall’altra, mentre in altre appaiono molto distinte seppur interagiscono in modi del tutto occulti, è in questa ambiguità e nella relazione tra di esse che emerge un nuovo ordine mondiale, la democrazia occidentale che democratica non è.
Spiegando questo concetto che nella sua importanza è fondamentale per capire quanto sostenuto e provato in questo articolo, occorre effettuare delle precisazioni. In una società economicamente più evoluta, il potere economico eguaglia e in taluni casi supera quello politico. Le società moderne hanno visto la rapida evoluzione di grandi società economiche, holding, società con relazioni occulte tra governi e interessi economici privatisti, si è creato quindi un intricato sistema di relazioni di chi è al potere politico economico al punto che esso è il vertice di un nuovo ordine al di sopra di una massa di genti che è subordinata in tutto e per tutto alle condizioni dettate dal vertice.
Banche, assicurazioni e grandi società con enormi poteri finanziari a livello mondiale, vantano in realtà il controllo sulle economie mondiali. Il punto di riflessione è pensare a questo vertice, comprenderlo, vederlo, percepirlo come esistente, ed allo stesso modo valutare la condizione di una grande massa della società mondiale che si trova alla base, all’esatto opposto, cosa si è generato con questo sistema? In primo luogo rispetto a tutta la storia antica, queste nuove società non hanno nomi e cognomi, non c’è più la persona figurativa al quale in senso stretto attribuiamo come detentrice del potere. Certo in esse appare una classe dirigente, ma non è più evidente come in passato. Il potere del mondo economico è affidato a pochissimi “mostri” economici mondiali, ed il punto fondamentale è quello di interrogarsi che società si è costruita e si va a sviluppare con questo nuovo stato di cose.
In primo luogo alla politica si deve la regolamentazione della società civile tramite le leggi e regolamentazioni e organizzazione. Mantenendo uno sviluppo di idee semplici, occorre chiedersi se la regolamentazione sia in linea di principio democratica, se davvero essa produce una libertà, se veramente chi regolamenta la società, quindi la politica non è in realtà allacciata all’alta finanza. In tutto questo si possono nutrire forti dubbi. Ecco perché.
In tutto il giro di relazioni, evidenti e occulte tra l’apice della finanza mondiale e la politica, ruotano in realtà i destini di miliardi di persone, ed allo stesso tempo veglia un senso di omertà totale, si sa, ma non si sa. In questo occultismo garantista, si sciolgono tutte le speranza millantate della democrazia. Vediamo dove sono i punti evidenti e quelli più occulti.
LO SVILUPPO DI UNA SOCIETA’ ECONOMICA.
Il punto di approdo in grado di dimostrare come il potere è forte ma più occulto che in precedenza deriva da alcuni concetti semplici ma fondamentali sui quali si promuove mentalità, società, status sociale, tutti quei valori che noi crediamo di acquisire liberamente, ma che in realtà sono forzature che ci costringono verso il mondo che il vertice ha deciso essere giusto per noi.
Prima di essere un fenomeno politico ed economico concreto, il nuovo ordine mondiale si poggia su un influenza psicologica profonda di tutta la società. Una dittatura evidente deriva dalla costruzione di un personaggio (basta sondare la storia), al quale si debbono tutte le decisioni dello stato. Quel personaggio assoggetta a se tutti i poteri, egli comanda, decide e solo lui è la fonte di tutto ciò che è lo stato. Le rivoluzioni e le guerre ci insegnano che tutti i personaggi della storia hanno pagato, giustamente, le proprie responsabilità, poiché spesso il sistema è ricaduto su loro stessi.
Il nuovo ordine si basa sull’invisibilità, esso non si vede, non c’è, non ha un nome e cognome ma decide molto, poiché tutto il sistema politico ed economico del mondo converge sulle mani di pochi esseri umani a discapito di tutti gli altri. L’influenza psicologica e sociale, deriva essenzialmente dall’ideologia post industriale e consumistica contemporanea che è il frutto di una costruzione di mentalità economica che traccia le sue radici allo sviluppo delle prime società industrializzate.
L’industrializzazione, rappresenta uno dei traguardi più straordinari dell’umanità, il passaggio da una società agricola e feudale, ad una industrializzata è stato forse uno dei cambiamenti sociali più profondi. Cos’ha concesso l’industrializzazione e conseguentemente l’affermazione di una nuova economia e società? Essenzialmente ha portato alla formazione di nuove classi sociali, prima inesistenti, ugualmente ha sviluppato nuove forme di lavoro, portando a delle variazioni profonde rispetto al passato, ai primi decenni essa ha significato molto più lavoro per tutti, in definitiva ha portato anche all’affermarsi di nuovi poteri in precedenza inesistenti, quello della classe economica dell’alta finanza.
Da qui si sono sviluppati tutti i settori relativi all’industria, ma tuttavia essa ha concesso conquiste positive indubbie, ma anche un salto nel buio ancora più profondo che solo in questi anni sta diventando evidente. Nelle prime fasi c’è stata la costruzione dell’ “uomo macchina”, ossia lo sviluppo di uno stato sociale, dove l’uomo dell’industria è divenuto parte integrante di una macchina, dove i ritmi, gli scopi, l’essenza stessa della vita, è diventata praticamente la macchina industriale costruita dall’uomo stesso. In pratica la società sotto il profilo dell’uomo macchina si è disumanizzata, ha perso la dimensione umanistica, infrangendosi con i valori umani più essenziali. L’uomo è concepito per produrre non più per ciò che egli è, in pratica con l’industrializzazione l’uomo è diventato schiavo della sua stessa creazione, ma in cambio la stessa industria ha consentito uno sviluppo dapprima impensabile, più cibo per tutti, più lavoro per tutti, più beni per tutti, nuove classi sociali che hanno avuto nel tempo la possibilità di mirare ad una propria diversa condizione.
L’esistenza di un “miracolo” industriale ha portato a coltivare molte speranze, per altro anche conseguite, di avere una vita migliore, di risalire la china e potersi slegare da una schiavitù feudale, dove l’strema povertà e il duro lavoro, avevano infranto le speranze di molti. In decenni di industrializzazione ci sono stati dei “miracoli”, molti coloro che hanno potuto aspirare a qualcosa di migliore, per se stessi per i propri figli, molti operai hanno potuto vedere i figli dotarsi di un istruzione entrare in nuove classi dirigenti. Questi miracoli è vero, sono accaduti, ma caro è il prezzo da pagare, poiché per sfuggire ad una schiavitù se ne è generata un'altra invisibile ma che in questi ultimi anni sta diventando evidente.
Crescendo l’industrializzazione, ed il concetto di “uomo macchina”, allo stesso modo è avanzata l’economia e conseguentemente il successo del valore del denaro nella società moderna. Questo vuol dire che la società contemporanea ha visto l’affermarsi di nuovi valori, l’avere e l’apparire, sono i due concetti dominanti, il valore dell’uomo macchina risiede nel suo status di possedimenti e nel suo status di come l’individuo appare nella società. Questo aspetto è innegabile, ma diversamente da come pensiamo non è casuale, non risiede nella crisi dei valori dei giovani come si è voluto far credere troppe volte, né riguarda esclusivamente un fenomeno psicologico dovuto a condizioni derivanti dalla società medesima, ma sono il frutto di un sistema generato da qualcuno. Ora verrebbe da chiedersi chi è questo qualcuno? Cos’è questo sistema? Ed ecco che scopriamo che il sistema è un qualcosa di immateriale, non è una persona specifica e questo qualcuno siamo o tutti, o nessuno, o una parte di noi che appartiene alla classe dominante.
Andando a fondo in questo argomento, si gratta la crosta sotto alla quale si nasconde il marcio, dove nessuno gratta per non vedere la verità. In primo luogo lo sviluppo di una società prevede essenzialmente lo stabilirsi dei valori nella medesima, i quali portano un popolo verso una direzione. L’uomo diventa macchina, poiché nella società di appartenenza deve conseguire delle tappe forzate per possedere uno status nella stessa società. Facciamo un esempio per facilitare la questione. Gran parte delle persone portano all’affermarsi di una famiglia, ed essa stessa diventa una cellula in una società di cellule, che deve stabilire delle condizioni: sicurezza economica prima di tutto, la quale porta ad un futuro stabile per i figli, una casa e tutti i servizi di prima necessità. Nulla di male in tutto questo, in effetti la democrazia e il liberalismo prevedono di generare la possibilità alle persone di perseguire i propri scopi nella legalità, tra cui ovviamente i più importanti e impellenti.
Semplicemente l’affermazione nella società richiede denaro. Qui arriva il punto fondamentale del perseguimento di questo plus valore, i soldi che stabiliscono le radici su cui si muove il nuovo ordine mondiale. Il punto è questo: è davvero un mondo libero, in cui i soldi si spostano liberamente e nella legalità da una parte all’altra? La risposta è no. Per una famiglia che si colloca assieme a miliardi di persone nella base della piramide, la conquista dello suo status sociale richiede un impegno di tutta una vita, il valore sociale monetario diventa una necessità che spinge miliardi di persone ad essere schiavi del sistema per tutta la sua vita. Però, qui è il punto, tale schiavitù è mascherata da uno specchio per le allodole: il consumismo. Esso ha una valenza fondamentale in un era come questa, l’epoca dell’informazione. L’informazione è un nuovo strumento con il quale si possono infondere idee a masse sterminate di persone. L’evoluzione tecnologica dell’informazione è forse di enorme valore almeno come quello dell’industrializzazione. I media, ed in ultima istanza internet rappresentano al momento l’apice di tale evoluzione, ciò implica che l’informazione stabilisce molte cose, in prima fase cosa la massa deve sapere e cosa non sapere. L’informazione richiede strumenti e risorse, chi ha queste cose non è la massa, ma i vertici dell’economia, ed è logica anche la conseguenza che l’informazione gira, non vi è dubbio, in modi molteplici, ma non è totalmente libera. Il vero non è mai esplicito nell’informazione, in più l’affermazione di alcune idee fondamentali che debbono entrare nelle menti delle masse utilizza strumenti molto potenti e soprattutto invisibili con i quali portare alla costruzione di una società.
Il primo risultato dell’era della comunicazione è quella di portare all’affermazione assoluta del consumismo. La famiglia e quindi gli individui, debbono consumare, acquistare, far girare il proprio denaro, poco o tanto che sia, ciò perché si vengono ad affermare dei valori sociali per i quali famiglie e milioni di persone debbono perentoriamente inseguire quel dato bene o quell’altro, in una follia generale. Ciò comporta che intere masse di persone possono essere indirettamente pilotate e fatte interessare a questa o a quest’altra cosa, senza che si accorgono di essere manovrati. Il punto è che ci ritroviamo come conigli ad inseguire carote, ma irrimediabilmente legate con un asta al nostro dorso esse rimangono sempre alla stessa distanza da noi. In pratica la società, il consumismo, l’informazione, ci impongono l’inseguimento di valori, che in tappe successive aumentano la sete, ma non ci dissetano mai. Per questo l’uomo macchina, esso procede incurante delle strade a cui va in contro, spesso il non perseguire dei risultati concreti come il più importante: quello della casa, tanto per citarne uno dei fondamentali, nella società contemporanea può voler dire un proprio disastro esistenziale. A seguito di ciò possiamo pensare a tante altre cose, le quali dobbiamo possederle, quindi dobbiamo apparire, altrimenti ne vale l’esclusione dal gioco della competizione sociale. Il punto è che qualcuno o qualcosa ci vuole in competizione, noi dobbiamo spendere i soldi che abbiamo ed anche quelli che non abbiamo, a debito, su questo si vanta la maggior forza del nuovo ordine mondiale, farci spendere i soldi che non abbiamo così da essere loro schiavi per sempre.
SOLDI REALI E SOLDI VIRTUALI.
Una delle domande più essenziali è: cos’è il denaro? Noi non ci accorgiamo di una conseguenza, se pensiamo ai soldi, ci viene in mente la cosa più immediata, le monete o i diversi tagli di filigrana. Quelli per noi giustamente sono i soldi, i contanti tanto per intenderci. Siccome questa idea è radicata dentro di noi, implica che non riusciamo a vedere cosa c’è nascosto dietro quell’immediato percepire. Avere tanti tagli di filigrana, non c’è dubbio che equivale ad avere relativamente tanti soldi, ma se ci riflettiamo un attimo, i soldi non sono solo quelli.
Un operaio lavora duramente come tantissimi altri lavoratori, per ricevere un misero stipendio, se gli va bene, malgrado sia quasi utopia oggigiorno, può mettere qualcosa sul suo conto in banca. La questione è abbastanza evidente, tanto lavoro, impegno e sacrificio per avere alcuni tagli di filigrana. Essi sono necessari, perché è possibile acquistare risorse per se e per la sua famiglia. Tuttavia ci sfugge un dato, quelli sono i soldi con cui tutti noi abbiamo a che fare tutti i giorni, facciamo il presupposto che il nostro amico lavoratore, riesce a mettere da parte duecento euro, va alla sua banca e li versa sul proprio conto. Ora quei soldi sono sempre gli stessi di prima? Dove sono quei duecento euro? Subito pensiamo: sicuramente sono nella cassa della banca, è ovvio, ma sicuramente il conto del nostro amico operaio così come il nostro è solo un conto, non è una cassa, né una cassaforte dove finiscono i nostri soldi. Le duecento euro perdono di identità, esse finiscono in un circolo invisibile e li perdiamo per sempre in senso fisico. Non li avremo mai più. Però sul conto del nostro amico giustamente viene scritto un +200,00 Euro. Non c’è dubbio, ma pensiamoci bene: egli ha le sue duecento euro fisiche? Assolutamente no, perché se un mese dopo va a ritirare i suoi soldi la banca gli darà certamente duecento euro ma non sono più le stesse che ha versato quel giorno, ossia il pezzo è diverso, ha un numero diverso. Però noi tutti siamo incuranti logicamente di questo, poco importa, l’importante è che sono 200 e non meno, che quindi ci consentano sempre di fare acquisti per il valore che hanno i 200 euro. Tuttavia è in questo piccolo particolare che si gioca tutto l’argomento, è sui soldi reali e quelli virtuali.
Le banche, le grandi società, i grandi gruppi industriali, qui mi riferisco ai più grandi enti del mondo, non possiedono in realtà i soldi che hanno. Può sembrarci assurdo ma è così. Una grande società ha 100 miliardi di euro, ora la domanda è dove sono questi 100 miliardi che la società afferma di avere? Semplicemente non esistono, non c’è un luogo dove ci sono impacchettati questi cento miliardi di euro o di dollari, questi soldi non esistono sebbene però la società può acquistare beni per 100 miliardi di euro. Questo è il punto che cambia radicalmente le cose, tanto più saliamo di livello economico, tanto più il valore monetario è virtuale e non reale. Se andiamo a monte, le banche mondiali non spostano soldi dall’una all’altra ma bensì spostano i numeri. Una banca cede 1 milione di euro ad un'altra, questo vuol dire che la banca che riceve segnerà nella sua cassa + 1 milione, quella che paga segnerà -1 milione, ma tra le due banche non si è spostato nemmeno un centesimo. Questo discorso può apparire logico ma in realtà nasconde del marcio. Se prendiamo tutti i soldi del mondo vedremo che essi trovano in maggior parte verso la classe finanziaria più elevata, miliardi e miliardi di dollari, nei governi, quindi negli stati occidentali del mondo, ma se un giorno siamo i re del mondo e vorremmo fare una richiesta ossia: voglio vedere in un campo sterminato tutti questi soldi, in monete e in tagli di carta, faremmo una macabra scoperta: i soldi non ci sono. In pratica tutta l’economia mondiale si basa sullo spostamento di numeri, non si sposta nemmeno un soldo, è tutto un gioco di + e -, verrebbe allora da chiedersi a fondo come si possono sviluppare all’interno di questo meccanismo colossale i + miliardi di dollari? Accadono cose occulte, ma avvengono sempre nel medesimo campo di una classe dirigente. Nel basso una famiglia deve sudare, faticare, sperare, per avere quelli reali per la propria sussistenza, mentre in realtà colossi mondiali che detengono il maggior potere economico occidentale spostano solo cifre con + e -. Il valore per questi colossi non è lo stesso per la piccola famiglia. E’ qui che converge tutta la schiavitù moderna, miliardi di persone debbono sacrificare la propria vita e le proprie speranze per un pugno di soldi reali che consentono loro di vivere o mantenere un proprio status, mentre al di sopra l’economia mondiale sposta numeri da un terminale all’altro. Ed arriviamo al dunque di cosa accade.
Molti avranno notato la tendenza politica occidentale di questi ultimi decenni, ad evitare lo spostamento reale dei soldi. In tempi passati, i soldi avevano una realtà più consistente, all’antica venivano messi sotto il materasso, tanto per intenderci, ma oggi le cose sono cambiate. Assegni, carte di credito, oggi l’interesse dei vertici mondiali è quello di non far circolare più i soldi reali ma quelli virtuali. Ciò accade per il motivo appena esposto, ma anche per tantissimi altre questioni non meno importanti. Se tutti gli italiani o inglesi, o qualunque nazione del mondo, andrebbero tutti nello stesso giorno e nello stesso momento al proprio sportello bancario a ritirare in contanti il proprio conto, scoprirebbe che i soldi non ci sono. In pratica i soldi non esistono, è solo una questione di + e – anche nel proprio conto corrente, ma è sconvolgente che con il duro lavoro di volta in volta siamo andati allo sportello a versare quelli reali. La differenza della questione è tutta qui, quella di dare ai soldi due valori diversi, alla schiavitù quello reale, alla classe dirigente quello virtuale. Accadono cose incredibili. Allo stesso modo lo status sociale e la sicurezza familiare impongono con enormi sacrifici l’acquisto di una casa. E’ chiaro che sono pochi, pochissimi coloro che possiedono sul proprio conto la possibilità di scegliere una bella casa e comprarla. La crisi economica sui mutui a livello mondiale dimostra che quasi la totalità di persone deve accedere ad un mutuo bancario. Ecco la sorpresa. La banca valuta a fondo la nostra condizione, rovista in ogni angolo la nostra vita economica, indaga, esamina e poi se va bene ci concede il mutuo, quindi un prestito. Finalmente possiamo comprare la nostra casa, ma incredibilmente, per la nostra sicurezza e per quella bancaria, noi non vediamo mai i 200.000 euro necessari all’acquisto, la banca non ci dà una valigetta con i soldi, non esiste, le leggi attuali non lo consentono, quindi accade un evento economico misterioso, all’improvviso sul conto del venditore appare un +200.000 Euro, nel nostro un -200.000 che dobbiamo restituire con i dovuti interessi alla banca che ha preso le sue dovute garanzie. Non si è spostato un soldo, neanche nella stessa banca ci sono i soldi reali per tutti i mutui che ha concesso, questi soldi non esistono ma tuttavia ora noi che abbiamo richiesto quei soldi dobbiamo lavorare per tutta la vita, giorno dopo giorno, per portare puntualmente i soldi reali allo sportello bancario. Ecco che c’è una profonda differenza tra il valore dei soldi reali e quelli virtuali. Accade quindi che nel mondo i soldi si spostano continuamente da una parte all’altra, ma se li seguiamo a monte arriviamo all’apice nelle banche centrali che sfornano i + alle altre banche senza avere un centesimo. Questo vuol dire che a monte questi soldi hanno una vicenda ed una storia piuttosto occulta e invisibile anche se l’averli alla massa costa moltissimo della propria vita. Questo in pratica porta ad una schiavitù.
Come si è detto oggi si punta non più a movimentare i soldi reali ma virtuali, tramite spostamenti su conti correnti, assegni, carte di credito, tutto si pubblicizza va a vantaggio della sicurezza contro la criminalità, ma questo sebbene sia parzialmente vero è come un spot pubblicitario ipocrita, in realtà è per essere controllati, i soldi sono l’apice del controllo sugli individui, i soldi reali si spostano da una mano all’altra fuori controllo, ma invece con le nuove tecnologie noi spendiamo e siamo controllati su cosa, dove e quanto compriamo. Questo accade negli stati che reclamizzano democrazia e libertà.
Ci troviamo in una condizione in cui si sono affermati dei valori sociali, che indirettamente ci implicano delle esigenze, le quali hanno un costo e per le quali dobbiamo indebitarci per l’acquisto, tutto qui, il nuovo ordine mondiale ha costruito i suoi nuovi schiavi: noi. Dobbiamo lavorare, lavorare, lavorare, poi dobbiamo essere insoddisfatti e volere di più, ciò per acquietare il valore che è spesso reclamizzato nelle forme più occulte e diverse, quello di emergere e di essere qualcuno, in modo più o meno legittimo miliardi di esseri umani cercano di emergere in questa società, ma non sanno quanto è caro il prezzo da pagare per tutti noi. Non possiamo più pensare, né dedicarci a questioni profonde della vita, giacché esse appaiono come una vera e propria perdita di tempo in una società che deve andare di corsa e non ha tempo per fermarsi, ma perché bisogna andare così veloci, perché tutta questa frenesia? Semplicemente perché ci hanno messo in competizione, guarda caso i soldi si spostano da una parte all’altra, le risorse si accumulano verso certi individui piuttosto che verso altri, ma quanto vediamo attorno a noi, anche di estrema ricchezza è solo una piccola cosa, dietro ad una classe di colossi mondiali che possiedono le maggiori risorse finanziarie del mondo.
LA CRISI ECONOMICA ATTUALE.
La recente crisi delle borse mondiali, è la chiave di tutto questo argomento. All’improvviso un giorno ci svegliamo e le borse vanno a picco, miliardi e miliardi di soldi virtuali svaniscono, nessuno sa dove vanno a finire, molti si chiedono perché e dove? Abbiamo quindi scoperto molte cose in questo periodo. La prima è che alcuni colossi mondiali sono misteriosamente falliti, tutto a debito, mentre però miliardi di piccoli risparmiatori hanno messo i loro soldi reali e questi sono misteriosamente scomparsi. Abbiamo imparato anche che i più alti dirigenti del potere di questi colossi erano con la testa fuori dalla realtà, essi parlavano come di spiccioli di cifre come miliardi e miliardi di dollari, in più abbiamo imparato che i governi mondiali cercano di tutelare e venire in soccorso a questi grandi crack finanziari. Non è finita, in questi mesi abbiamo anche imparato che alte dirigenze di grandi società finanziarie o di banche, nel momento del fallimento invece di essere valutati come dei responsabili di una grave crisi, prendono buone uscite di milioni di dollari.
Il meccanismo, o meglio la grande macchina è in crisi, perché in questi ultimi decenni, sono avvenute sotto gli occhi di tutti delle cose, nello status sociale occidentale, il lavoro di chi produce realmente beni, di coloro che faticano e lavorano realmente, ha perso totalmente valore, semplicemente non vale più nulla, mentre hanno acquisito un valore sproporzionato tutti questi settori di servizi finanziari o assicurativi, che non producono nulla ma che spostano solo grosse risorse economiche. Siamo vicini al paradosso economico, ed esso non è solo un semplice e momentaneo arresto ma è una crisi più profonda, è un economia e un potere mondiale che ha dimenticato totalmente la dimensione umana della vita.
Abbiamo imparato che chi è al potere è sempre tutelato, mentre i piccoli risparmiatori, le famiglie, i soggetti individuali che sono alla base della piramide debbono sempre pagare sulla loro stessa pelle le estreme conseguenze. Un piccolo artigiano fallisce e la sua vita è in crisi, in grave difficoltà per il resto dei suoi giorni, paga le sue responsabilità, mentre i vertici economici mondiali alla fine sono anche supportati dal loro stesso sistema.
Per questo tale crisi è vissuta come una sfiducia totale nel “Mostro” che è stato costruito, nondimeno vi saranno crisi più profonde, riguardo il senso della vita e i valori umani che il “mostro” ha sepolto e noi non ce ne siamo mai accorti.
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