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APPARIRE O ESSERE 
Modificato Da Alessio Follieri  in 23/05/2010 20.27.32)

APPARIRE o ESSERE

Di Alessio Follieri

 

Uno dei più grandi problemi sociali e culturali del nostro tempo, in misura maggiore che in passato è quello relativo “all’apparire e all’essere”.
 Le società industrialmente più avanzate del mondo, i cambiamenti sociali, ideologici, politici e infine tecnologici che hanno portato una maggiore diffusione dell’informazione, hanno indubbiamente sollevato il dilemma “dell’essere e dell’apparire” in modo più profondo rispetto al passato. Parlare di questo problema coinvolge direttamente molti ambiti culturali diversi, dalla psicologia, alla sociologia, fino alla filosofia, soltanto per citarne alcune, ed è chiaro come la vastità dell’argomento impone in un solo articolo, il vincolo di sorvolarne i caratteri principali e generali del problema.
 La natura dell’apparire e dell’essere, nell’epoca contemporanea, implica una valutazione molto importante inerente l’era tecnologica che stiamo vivendo. Un insieme di innovazioni che rendono possibile l’afflusso di informazioni in modo più diretto e rapido, rispetto ai precedenti storici e sociali. Cos’è che domina il mondo moderno in modo molto più diverso rispetto al passato? “L’apparire” in senso di immagine. In verità per essere più rigoroso, l’immagine è un argomento che ha origini fin dal passato più remoto con le civiltà primigenie della Terra. Un semplice sguardo all’antica Sumer, o il più evidente antico Egitto, sia a livello di monumenti, di scritture e soprattutto di spettacolari immagini, i quali offrono un impatto molto forte pensando che noi contemporanei siamo distanti di millenni da quei favolosi e antichi artisti.
 Da questa considerazione è semplice intuire come l’immagine e quindi offrire un simbolo includendo un significato, ha radici molto recondite nel percorso dell’umanità ed è informa totalmente evoluta manifesto anche nel presente, in modo più vario e complesso.
 L’apparire, implica quindi offrire un immagine di un qualcosa, dove la figura o la forma, coinvolge diversi significati, ma sicuramente per gli autori stessi di tale immagine è possibile orientare molto il significato in esse contenuto. Oggi l’apparire non assume solo il significato di un immagine riportata alla visione di tutti, ma coinvolge moltissimi altri aspetti che ruotano tutti nella sfera psicologica umana.
 In un mezzo come la televisione, l’immagine è a dominarla, quindi: le parole, i suoni e la scrittura sono un insieme importante di fattori che servono a completare l’immagine stessa. Da ciò si possono tracciare due strade distinte, la prima è l’impatto di tale informazione, che in un certo qual modo offre un modello alla società, ma al tempo stesso non la rappresenta in toto. La seconda è la valutazione dell’apparire trasportandola dalla diffusione televisiva e dei media in generale alla realtà stessa che viviamo quotidianamente, ed ecco che entrano in gioco numerosi fattori del tutto diversi. Nella realtà l’apparire implica: l’aspetto esteriore, unitamente alla personalità esibita dagli individui. Entrambi sono valori di cui ben sappiamo sono dubitabili: l’aspetto esteriore coinvolge tutta una serie di concetti oltre allo stesso paradigma fisico, come gli abiti, le credenziali, status sociale etc…, e la personalità che viene opportunatamente esibita da ogni individuo, la quale si matura psicologicamente in una scelta di manifestare se stessi, implicando due condizioni essenziali: l’aspetto è il significato di me stesso che esibisco nell’immagine, la seconda è il mio lato interiore che voglio far trasparire di me. E’ facile intuire per esperienza quotidiana di ognuno di noi, come questi aspetti possono essere effimeri, deboli e spesse volte insignificanti. Una persona ci delude? E’ perché la credevamo diversa, ma essa fino a quel momento non ci aveva mostrato i suoi lati nascosti. Oppure il suo status sociale, il suo aspetto mi avevano dato una certa idea, ma poi invece era tutt’altra. E’ innegabile quanto siano numerose queste vicende nella vita di ognuno di noi, tuttavia è altrettanto verosimile come questi due valori seppur effimeri, sono in realtà limitati nella valutazione di una persona, ma frequentemente incidono notevolmente nei rapporti umani e sociali.
 Gran parte del mondo si muove in virtù di questi due aspetti nonostante essi sono falsificabili, ed andando ancora più a fondo si può dire che gran parte delle persone non vivono assolutamente mostrando il proprio essere, quello autentico di se stessi. Si potrebbero tracciare un infinità di esempi in merito, ma essendo ognuno di noi una cellula di un organismo molto più vasto che è l’umanità circostante, per quanto integerrimi è innegabile che gli altri producono un influsso in noi stessi, che sia negativo e positivo, almeno quanto noi influiamo su tutti gli altri. Espandere questo argomento ci porterebbe realmente a migliaia di situazioni diverse che possiamo vivere quotidianamente e capire anche perché avvengono.
 La società moderna impone uno status e degli standard, ed ecco che orde di persone la inseguono, mentre non se ne rendono neanche conto, ciò perché gran parte dei rapporti sono dominati sull’apparire. Ciò ha portato innegabilmente ad un mondo che privilegia l’apparire in modo smisurato sull’essere che è rimasto sino ad oggi una terra di nessuno, poco importante e come si crede erroneamente persino non espandibile.
 L’essere quindi, è un qualcosa di profondamente diverso, l’essere è come siamo veramente, nel profondo, cosa e come pensiamo, è la parte di noi stessi con la quale dialoghiamo interiormente, ma essa raramente è mai esposta nella sua completezza, ciò perché spesso l’essere può collidere severamente con l’apparire.
 Tutti i pregiudizi, contrasti, divisioni, nascono da questo stato di cose, da un apparire effimero che crediamo infine costituisca l’essenza di un individuo, piuttosto che nella verità dell’essere ossia di come un determinato individuo è realmente. Ciò comporta inevitabilmente a credere all’esistenza di individui che ci circondano che in verità non sono come crediamo, essi possono essere molto migliori o molto peggiori, non importa al momento questa considerazione, ma l’importante è che ci siamo circondati di fantasmi e noi stessi finiamo per essere uno spettro in mezzo a molti altri. Tizio ha delle credenziali, dice determinate cose, appare potente (per citare un esempio) e mi convinco che egli stia nel giusto, mentre in realtà il suo essere è completamente sbagliato ma a me sconosciuto.
 C’è infine un'altra considerazione, in un individuo l’essere e l’apparire, non sono due sfere distinte e separate, ossia indipendenti, ma influiscono a vicenda l’una sull’altra. Faccio ora un esempio, io dentro di me cerco un potere, una determinata posizione sociale, farei qualsiasi cosa per perseguire questo scopo, ma in principio dentro di me so che è sbagliato fare qualsiasi cosa. Questo obiettivo mi porta a fare cose tremende, ma vado avanti, è troppo grande l’ambizione, infine ci riesco, finalmente, ma poi tutta questa storia vissuta nella sua finalità dei miei desideri entra in collisione fortemente con me stesso, allora che faccio? Il mio essere arriva a definire lecito tutto ciò che ho fatto, mi giustifico, dico a me stesso che va bene così, ed ecco che l’essere soccombe e si modifica in base all’apparire.
 Per tale motivo la questione dell’apparire e dell’essere, valori che in modo diverso rappresentano una parte fondamentale di ciò che cerchiamo di perseguire unitamente a ciò che siamo nella nostra verità, finisce per diventare di importanza estrema persino per lo stato evolutivo del nostro vero essere. L’umanità moderna è evoluta negli utilizzi tecnologici e in moltissime altre cose che emergono come un punto di rottura con il passato, ma tale concetto di evoluzione è marginale, se vogliamo coinvolgere un vero significato di evoluzione che poi è essa stessa ad aprirci la porta verso un futuro definitivo, allora il termine “evoluzione” va compreso in un modo interamente nuovo e completo. E’ il primo motivo secondo il quale non viviamo nella verità dell’essere, ma nella corazza dell’apparire.
 Il contrasto tra l’essere e l’apparire, è ciò che porta l’umanità moderna a commettere le stesse atrocità del passato, nelle cose più buie nulla ancora oggi è cambiato.
 
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