Le serie* Dipingo "Serie parallele" che non rispondono a una progressione dello stesso soggetto ma che si evolvono in modo indipendente, e fanno riferimento a sensazioni interiori rappresentate da aspetti "linguistici" differenti. Sono contemporanee ed evocano aspetti esistenziali e formali diversi. Questo viene di solito segnalato dagli eruditi come "mancanza di rispetto nei confronti dello stile".
Devo sinceramente dire che, dopo 50 anni dedicati alla pittura, da studente, da pittore e da docente d'arte, non sono interessato ad ascoltare queste banalità, provenienti dalla cattedra della superficialità e della mercificazione dell'arte.
Quali sono i requisiti per fare sì che un pittore venga accettato dalla critica, dai galleristi, insomma dal mercato dell'arte?
Mi permetto di ridurre lo spettro di valutazione al commercio perchè di questo si tratta e perchè c'è, al riguardo, una omertà complice fra quelli che ottengono benefici da tale sistema, indegno di essere collegato all'arte. Tutti vogliono dare un altro nome alle valutazioni e pregi che regolano la qualità di un'opera d'arte, ma in realtà, si tratta di accordi clientelari, di conoscenze interpersonali o di scambi di favori di natura tutt'altro che artistica.
Per questo motivo, e nella consapevolezza di cosa comporta questa mia posizione di fronte alla mafia colta del mondo dell'arte, dichiaro ancora una volta, come feci già nel 1967 e nel 1984, /*"L'arte è semplicemente un'espressione dell'uomo. Altre pretese sono solo vanità".
*/Del mondo dell'espressione artistica dell'essere umano, voi, signori proprietari del mercato dell'arte, non riuscirete mai a fare parte, non ne avete le qualità.
*Maxs Felinfer