Ciao a tutti.
Ho deciso di raccontare un’esperienza che abbiamo vissuto Maxs e io come rappresentanti dall'Associazione Culturale Seblie.
In piena campagna elettorale, qualche settimana fa abbiamo ricevuto una telefonata con la quale una delle liste che si presentano alle elezioni per l’amministrazione comunale di Monteprandone ci invitava, in quanto rappresentanti di un’associazione con sede in questo comune, a partecipare ad un’incontro, insieme a tutte le associazioni del territorio, nel quale si sarebbe parlato delle proposte della lista in questione nei confronti dei bisogni e dei progetti dell’associazionismo.
Abbiamo ringraziato per l’invito e, il giorno stabilito, ci siamo recati nel luogo in cui si teneva l’incontro.
Prima di iniziare ci siamo presentati ad alcuni degli organizzatori della serata, spiegando che, in quanto associazione culturale che da 8 anni ha sede a Monteprandone, eravamo contenti di essere stati invitati, per essere ascoltati e per poter dialogare sui nostri progetti con coloro che, forse, avrebbero da lì a poco amministrato il comune. Abbiamo anche aggiunto che in precedenti occasioni, durante incontri simili con le autorità comunali che si sono succedute in questi anni, siamo sempre rimasti piuttosto delusi dal fatto che, quando si parla di associazioni, sembra essere sottinteso che si tratti esclusivamente di argomenti relativi allo sport, alla gastronomia ed alle diverse festività religiose che si celebrano in città. Non che non rispettiamo l’interesse dei cittadini verso tali argomenti, ma ci piacerebbe che anche altri aspetti, di tipo culturale ed artistico contemporaneo, venissero presi in considerazione.
Quelle due o tre persone con cui stavamo dialogando si sono mostrate molto d’accordo con noi, e noi ci siamo scambiati sguardi di conforto e compiacimento.
Poco dopo è arrivata la candidata sindaco ed è iniziato l’incontro vero e proprio.
Prima ha preso la parola la candidata, com’è giusto, ed ha parlato per circa un quarto d’ora illustrando il loro programma elettorale, sottolineando l’interesse della sua lista ad appoggiare l’associazionismo in tutte le sue forme.
Poi ha parlato uno degli integranti della lista spiegando quali erano le loro proposte per quanto riguarda il campo di calcio della squadra locale, la pista di atletica che realizzeranno intorno ad esso, ed i nuovi spogliatoi.
Poi ha passato la parola ad un collega che ha presentato il progetto di costruire una nuova pista di pattinaggio. A seguire si è parlato di: la nuova piscina comunale, il bisogno di pensare ad una struttura sportiva polivalente, il vecchio campo di calcio abbandonato che è un vero peccato, l’importanza dello sport per i ragazzi, la società di pallavolo,…
Era passata quasi un’ora dall’inizio dell’incontro.
Ad un certo punto ha ripreso la parola la candidata sindaco ed ha pronunciato la parola “cultura”. Ho aperto bene le orecchie e mi sono disposta ad ascoltare le idee di queste persone al riguardo:
- ho sentito nominare una decina di volte San Giacomo della Marca, il santo di Monteprandone al quale sono intitolate molte festività del comune;
- ho sentito parlare dell’importanza di preservare le tradizioni della città;
- ho sentito parlare della processione del Cristo Morto, che si realizza ogni venerdì santo a Centobuchi;
- ho sentito parlare della mostra dei presepi a Monteprandone
l’intero argomento cultura ha occupato, in tutto, una decina di minuti.
Mentre partiva l’ennesima illustrazione del posto privilegiato che occupa lo sport nello sviluppo dei giovani e quindi dell’importanza che questa lista ha intenzione di dedicargli, Maxs e io ci siamo alzati (erano passate le 11 di sera e avevamo lavorato tutto il giorno) abbiamo salutato, spiegando che avevamo capito di essere fuori posto, poiché ci occupiamo di arte e quello era un incontro sportivo, e ci siamo incamminati verso l’uscita.
Qualcuno dal tavolo dei relatori (una delle persone che avevamo conosciuto al nostro arrivo) ha chiamato Maxs, nel tentativo di farci rimanere, e gli ha chiesto di spiegare a tutti i presenti quali sono le nostre attività come associazione, cioè di ripetere ciò che avevamo detto prima dell’inizio dell’incontro.
Maxs si è girato e ha detto poche parole: “noi, attraverso l’arte, lavoriamo con la gente per la gente, perché siamo convinti che l’arte sia un ottimo veicolo per comunicare, per esprimersi, per crescere, per essere liberi…tutto qui. Buonasera a tutti”.
Mi ha raggiunto vicino alla porta e siamo usciti alla notte calda e appiccicaticcia d’inizio estate a Centobuchi.
Che tristezza, ragazzi!
E il peggio è che forse non hanno neanche capito perché ce ne siamo andati!
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Patricia V.