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Ci sono molti modi per definire l'arte, in nome della quale si
potrebbe aprire un lungo dibattito intriso di paroloni e concetti
subliminali che, inevitabilmente, porterebbero a perdere di vista
la sua vera natura, l'obiettivo primario per il quale si è evoluta
nel corso dei secoli. Mi piace intenderla come un sentimento
puro che sgorga dal cuore, pertanto meritevole di essere
valorizzata come elemento iniziatico che fa di ogni essere
umano un artista, senza nulla togliere ai grandi nomi del passato
e del presente. E qui mi sembra già di sentire la voce dell'amico
Maxs che sussurra al mio orecchio e grida a gran voce al
mondo "altre pretese sono solo vanità". Parole? No, molto di
più. Perché Maxs Felinfer non si limita solo a porre l'accento sul
fatto che la sensibilizzazione umana migliora la salute della
società, ma va ben oltre con una sola parola che racchiude un
universo di emozioni e sensazioni:Seblismo. Una parola tanto
graziosa, quanto priva di significato, che dà il nome al
movimento artistico da lui creato negli anni Sessanta con il
nobile scopo di conferire una nuova libertà all'arte, ponendola
non al di sopra dell'uomo ma al servizio dell'uomo stesso come
strumento per rispondere al suo bisogno di espressione e
comunicazione. Da qui la nascita spontanea dello straordinario
Gruppo Seblie che, pur avvalendosi di recitazione e musica,
non può essere definito una compagnia teatrale né un gruppo
musicale, ma un insieme di persone che realizzano
performances dove il pubblico diventa parte integrante
dell'evento stesso grazie alla collaborazione di musicisti, poeti,
fotografi, operatori video, attori, ballerine, pittori, pronti a
interagire l'uno con la creatività dell'altro dando vita a
performance di grande impatto visivo e profonde suggestioni
metaforiche. "Ho sempre sentito la necessità di coinvolgere la
gente nei miei lavori.L'arte è un fenomeno di comunicazione
straordinario che permette di conoscere nuovi aspetti della
personalità umana" mi ha detto Maxs durante un'intervista,
sottolineando che la performance alla quale è più legato è
"Sonicolor" del '78, presso la pinacoteca di San Paolo del
Brasile, perchè da quel momento ha acquisito una grande
fiducia in se stesso. Mi è venuto spontaneo il riferimento
all'intervista per una sorta di deformazione professionale, ma
una cosa è certa: ogni volta che ho seguito, scritto e raccontato
di Maxs e Patricia (per me sono un duo inscindibile) l'ho sempre
fatto andando oltre la curiosità tipica del giornalista ma con la
consapevolezza di andare incontro a qualcosa di straordinario.
Affinità elettive a parte, la loro arte si è riflessa su di me e
questo mi ha dato una maggiore sicurezza aprendo orizzonti
culturali che mai avrei creduto di esplorare. Sembrerà strano
ma una performance del Gruppo Seblie è un dono che resta, ha
la peculiarità di materializzare l'astratto, è una metafora di vita
che non si chiude quando cala il sipario. Anzi, è da lì che inizia
se non le fai resistenza e le permetti di tirare fuori la
consapevolezza che c'Ë qualcosa che possiamo ancora fare se
ci poniamo nella giusta disposizione d'animo nei confronti di
questo ìgiocoî dove tutti sono parte integrante. " un po' il caso di
ìProva di Tangoî, straordinaria performance che presenta il ballo
argentino per eccellenza non solo come danza ma anche come
fenomeno culturale con la sua storia, i suoi personaggi, le
caratteristiche legate all'ambiente. Ma anche di ìQuadri -
Istantanee di un raccontoî in occasione della prima edizione
della Biennale Adriatica di Arti Nuove al Palacongressi, che in
soli 19 minuti è riuscita a toccare l'anima di un pubblico che ha
interagito diventando cuore pulsante di un'azione in cui l'arte ha
assunto le sembianze di comunicazione umana. Guidati da
Maxs Felinfer, i protagonisti hanno dato vita a una serie di
"fermo immagini" viventi scandite da parole, pannelli dipinti,
diapositive, musica, preceduti dal ticchettio di una vecchia
macchina da scrivere e una telecamera che ha interagito con gli
spettatori proiettando alle pareti i loro volti assorti. In
un'atmosfera resa ancora più intensa dal buio e dal testo di
Annalisa Piergallini letto da Patricia Mònica Vena e Paola Cinì,
i corpi sinuosi di Monica Gabrielli, Vincenzo Lopardo, Roberta
Lucianetti e Annalisa Piergallini, hanno dato vita a un racconto
"silenzioso" sospeso su diverse strutture metalliche. Il tutto
amplificato da coloratissime proiezioni, un lungo nastro che ha
circondato i presenti e l'uso di uno strumento che emula le
sonorità del theremin cambiando altezza e colore del suono in
base alla modifica del campo magnetico effettuata dal
movimento degli arti. "L'arte nasce dalle persone, si evolve, poi
si stacca per creare una nuova forma e tornare alla gente per
essere reinterpretata" spiega Felinfer "Il nastro che ha avvolto i
presenti simboleggia la comunicazione esistente tra uomo e
artista, perché l'arte stimola emozioni e non fa male, anzi
protegge". Altra concezione molto cara al Seblismo è l'idea che
su ogni materiale di qualunque forma Ë possibile esprimere
arte, restituendo la propria dignit‡ anche agli oggetti pi? umili.
Da qui nasce una suggestiva performance ispirata alla mostra
ìTraMeî del pittore ascolano Lucio Alfonzi, dove il Gruppo Seblie
utilizzando gli elementi fondamentali su cui l'artista ha lavorato
(spago, oggetti riciclati e aspetto gestuale), li ha rielaborati in un
percorso minimalista che passa dall'espressione corporea allo
spazio sonoro come musica dell'anima, attraverso l'uso di
strumenti ricavati dal tamburo di una lavatrice, il cerchione di
una macchina, cassette, pentole, barattoli da caffè, utensili vari
e persino una conchiglia marina. Perché in un'epoca in cui la
gente comincia ad essere "buttata", è doveroso ridare il giusto
valore a oggetti che spesso finiscono nel secchio della
spazzatura. Che altro aggiungere? Le performance e le
partecipazioni prestigiose del Gruppo Seblie sono tante ma, in
questa mia elecubrazione mentale su carta, ho preferito
descrivere l'aspetto appercettivo del loro mondo interiore.
Un mondo che non è poi lontano dal nostro, se soltanto ci
soffermassimo di più ad ascoltare la voce della nostra anima.
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