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SEBLISMO, QUANDO L'ARTE È A SERVIZIO DELL'UOMO  
Modificato Da anonymous  in 29/03/2009 16.11.23)

SEBLISMO, QUANDO L'ARTE È A SERVIZIO DELL'UOMO

di Rosita Spinozzi

Ci sono molti modi per definire l'arte, in nome della quale si

 potrebbe aprire un lungo dibattito intriso di paroloni e concetti

 subliminali che, inevitabilmente, porterebbero a perdere di vista

 la sua vera natura, l'obiettivo primario per il quale si è evoluta

 nel corso dei secoli. Mi piace intenderla come un sentimento

 puro che sgorga dal cuore, pertanto meritevole di essere

 valorizzata come elemento iniziatico che fa di ogni essere

 umano un artista, senza nulla togliere ai grandi nomi del passato

 e del presente. E qui mi sembra già di sentire la voce dell'amico

 Maxs che sussurra al mio orecchio e grida a gran voce al

 mondo "altre pretese sono solo vanità". Parole? No, molto di

 più. Perché Maxs Felinfer non si limita solo a porre l'accento sul

 fatto che la sensibilizzazione umana migliora la salute della

 società, ma va ben oltre con una sola parola che racchiude un

 universo di emozioni e sensazioni:Seblismo. Una parola tanto

 graziosa, quanto priva di significato, che dà il nome al

 movimento artistico da lui creato negli anni Sessanta con il

 nobile scopo di conferire una nuova libertà all'arte, ponendola

 non al di sopra dell'uomo ma al servizio dell'uomo stesso come

 strumento per rispondere al suo bisogno di espressione e

 comunicazione. Da qui la nascita spontanea dello straordinario

 Gruppo Seblie che, pur avvalendosi di recitazione e musica,

 non può essere definito una compagnia teatrale né un gruppo

 musicale, ma un insieme di persone che realizzano

 performances dove il pubblico diventa parte integrante

 dell'evento stesso grazie alla collaborazione di musicisti, poeti,

 fotografi, operatori video, attori, ballerine, pittori, pronti a

 interagire l'uno con la creatività dell'altro dando vita a

 performance di grande impatto visivo e profonde suggestioni

 metaforiche. "Ho sempre sentito la necessità di coinvolgere la

 gente nei miei lavori.L'arte è un fenomeno di comunicazione

 straordinario che permette di conoscere nuovi aspetti della

 personalità umana" mi ha detto Maxs durante un'intervista,

 sottolineando che la performance alla quale è più legato è

 "Sonicolor" del '78, presso la pinacoteca di San Paolo del

 Brasile, perchè da quel momento ha acquisito una grande

 fiducia in se stesso. Mi è venuto spontaneo il riferimento

 all'intervista per una sorta di deformazione professionale, ma

 una cosa è certa: ogni volta che ho seguito, scritto e raccontato

 di Maxs e Patricia (per me sono un duo inscindibile) l'ho sempre

 fatto andando oltre la curiosità tipica del giornalista ma con la

 consapevolezza di andare incontro a qualcosa di straordinario.

 Affinità elettive a parte, la loro arte si è riflessa su di me e

 questo mi ha dato una maggiore sicurezza aprendo orizzonti

 culturali che mai avrei creduto di esplorare. Sembrerà strano

 ma una performance del Gruppo Seblie è un dono che resta, ha

 la peculiarità di materializzare l'astratto, è una metafora di vita

 che non si chiude quando cala il sipario. Anzi, è da lì che inizia

 se non le fai resistenza e le permetti di tirare fuori la

 consapevolezza che c'Ë qualcosa che possiamo ancora fare se

 ci poniamo nella giusta disposizione d'animo nei confronti di

 questo ìgiocoî dove tutti sono parte integrante. " un po' il caso di

 ìProva di Tangoî, straordinaria performance che presenta il ballo

 argentino per eccellenza non solo come danza ma anche come

 fenomeno culturale con la sua storia, i suoi personaggi, le

 caratteristiche legate all'ambiente. Ma anche di ìQuadri -

 Istantanee di un raccontoî in occasione della prima edizione

 della Biennale Adriatica di Arti Nuove al Palacongressi, che in

 soli 19 minuti è riuscita a toccare l'anima di un pubblico che ha

 interagito diventando cuore pulsante di un'azione in cui l'arte ha

 assunto le sembianze di comunicazione umana. Guidati da

 Maxs Felinfer, i protagonisti hanno dato vita a una serie di

 "fermo immagini" viventi scandite da parole, pannelli dipinti,

 diapositive, musica, preceduti dal ticchettio di una vecchia

 macchina da scrivere e una telecamera che ha interagito con gli

 spettatori proiettando alle pareti i loro volti assorti. In

 un'atmosfera resa ancora più intensa dal buio e dal testo di

 Annalisa Piergallini letto da Patricia Mònica Vena e Paola Cinì,

 i corpi sinuosi di Monica Gabrielli, Vincenzo Lopardo, Roberta

 Lucianetti e Annalisa Piergallini, hanno dato vita a un racconto

 "silenzioso" sospeso su diverse strutture metalliche. Il tutto

 amplificato da coloratissime proiezioni, un lungo nastro che ha

 circondato i presenti e l'uso di uno strumento che emula le

 sonorità del theremin cambiando altezza e colore del suono in

 base alla modifica del campo magnetico effettuata dal

 movimento degli arti. "L'arte nasce dalle persone, si evolve, poi

 si stacca per creare una nuova forma e tornare alla gente per

 essere reinterpretata" spiega Felinfer "Il nastro che ha avvolto i

 presenti simboleggia la comunicazione esistente tra uomo e

 artista, perché l'arte stimola emozioni e non fa male, anzi

 protegge". Altra concezione molto cara al Seblismo è l'idea che

 su ogni materiale di qualunque forma Ë possibile esprimere

 arte, restituendo la propria dignit‡ anche agli oggetti pi? umili.

 Da qui nasce una suggestiva performance ispirata alla mostra

 ìTraMeî del pittore ascolano Lucio Alfonzi, dove il Gruppo Seblie

 utilizzando gli elementi fondamentali su cui l'artista ha lavorato

 (spago, oggetti riciclati e aspetto gestuale), li ha rielaborati in un

 percorso minimalista che passa dall'espressione corporea allo

 spazio sonoro come musica dell'anima, attraverso l'uso di

 strumenti ricavati dal tamburo di una lavatrice, il cerchione di

 una macchina, cassette, pentole, barattoli da caffè, utensili vari

 e persino una conchiglia marina. Perché in un'epoca in cui la

 gente comincia ad essere "buttata", è doveroso ridare il giusto

valore a oggetti che spesso finiscono nel secchio della

 spazzatura. Che altro aggiungere? Le performance e le

 partecipazioni prestigiose del Gruppo Seblie sono tante ma, in

 questa mia elecubrazione mentale su carta, ho preferito

 descrivere l'aspetto appercettivo del loro mondo interiore.

Un mondo che non è poi lontano dal nostro, se soltanto ci

 soffermassimo di più ad ascoltare la voce della nostra anima.

 

    di Rosita Spinozzi

                   
           
 
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